Polemiche sul progetto della Città del Cibo a Udine

2 Dicembre 2017

UDINE. “Stupisce e dispiace l’intervento del capogruppo in consiglio regionale di Alternativa Popolare Alessandro Colautti, possibile candidato sindaco a Udine, in merito al progetto della Città del cibo. L’iniziativa della Camera di Commercio e appoggiata dalla Regione merita il sostegno di tutti gli udinesi e di tutti friulani, perché è un’occasione di sviluppo della filiera del gusto che tanti proseliti sta mietendo con importanti ricadute economiche”. Commenta così – in un comunicato – il segretario dell’unione cittadina del PD Enrico Leoncini, che continua.

“Un esempio in regione lo offre Trieste, con il successo di Eataly: perché almeno per una volta non è possibile anche a Udine fare squadra per realizzare un progetto qualificante che, tra le altre cose consentirebbe il recupero di un sito particolare come quello della ex caserma dei Vigli del Fuoco? Non si capisce, infine, la sorpresa del consigliere Colautti visto che il progetto era già noto essendo stato presentato ufficialmente alle autorità e ai cittadini la scorsa estate in Camera di Commercio”

A fargli da eco la capogruppo PD in consiglio comunale Monica Paviotti. “Chi era presente in sala Valduga a Udine, il 4 luglio scorso al convegno organizzato da Udine Mercati, si è reso conto che tra gli scenari per il futuro della nostra città vi è anche questa proposta di indubbio interesse. Non si sta parlando solo di un “mercato coperto” dove i prodotti vengono venduti e consumati, ma di un luogo in cui viene fatta cultura del cibo e dell’enogastronomia, attraverso mostre, presentazione dei prodotti del territorio, corsi tematici. Insomma un luogo in cui ‘mettere in bella mostra’ il grande patrimonio agroalimentare e la grande tradizione culinaria del Friuli. Trovo quindi singolare che di fronte ad un’occasione di questa portata per Udine ci sia chi, da subito, insinui dubbi e perplessità. Su questo terreno si gioca una sfida competitiva importante per la nostra città. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche si rendano conto di questa opportunità e lavorino insieme per costruire il progetto e non per tentare di demolirlo fin dalla partenza”.

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