Pienone alla Fiera del lavoro

11 Novembre 2012

UDINE. Ottima padronanza dell’inglese, disponibilità a trasferimenti e trasferte anche lunghe all’estero, esperienze internazionali di studio e di lavoro già alle spalle, impegno massimo nei primi 2-3 anni di lavoro per acquisire le competenze base, investire su stessi, imparare il mestiere. Questo l’identitik dei laureati di cui sono a caccia le imprese presenti alla Fiera del lavoro, evento organizzato al Teatro nuovo Giovanni da Udine dall’Associazione dei laureati in ingegneria gestionale. Caratteristiche comuni e trasversali quelle ricercate dalle imprese che hanno raccolto i curricula sui quali poi a livello interno verrà effettuata un’ulteriore selezione.

Nella ricerca del candidato, i referenti delle singole realtà hanno fornito indicazioni aggiuntive. “L’impegno e la disponibilità a dare il massimo e a colmare autonomamente eventuali lacune nelle proprie competenze sacrificando anche sabati e domeniche – ha affermato Gianni Presotto partner di Kpmg, tra le quattro maggiori società di consulenza al mondo con centinaia di assunzioni all’anno – sono condizioni imprescindibili. Tra le varie candidature, puntiamo a inserire persone con una creatività intellettuale e un’apertura mentale a nuove sfide. Tanti ne assumiamo, ma anche ne perdiamo per strada – ha riferito Presotto – perché “schizzinose”, come ha detto il ministro Fornero, proprio davanti a impegni e sacrifici e trasferte anche lunghe”.

Un profilo universitario brillante con risultati d’eccellenza conseguiti velocemente, l’attitudine alla flessibilità e al lavoro di squadra tra le peculiarità ricercate dal Gruppo Generali. “Risulta premiante inoltre nella scelta dei candidati – ha evidenziato Marina Collautti, responsabile reclutamento e selezione – aver fatto esperienze di studio ma anche di lavoro, qualsiasi lavoro, all’estero anche stage o master post laurea. Si tratta di esperienze arricchenti sotto tutti i punti di vista. Personale e lavorativo. Qui, alla Fiera del lavoro – ha aggiunto – , la qualità delle candidature è valida. Proprio grazie a questa iniziativa, nelle scorse edizioni, abbiamo assunto diverse persone che stanno portando avanti belle esperienze nel campo dell’informatica, dell’organizzazione e del marketing”. La responsabile del Gruppo generali ha dispensato anche alcuni consigli a chi giovanissimo non lo è più e cerca di ricollocarsi. “Ai 40-50 enni attualmente fuori dal mercato del lavoro – ha detto la Collautti – consiglio di non isolarsi, ma attraverso occasioni come la Fiera del lavoro di rimanere in contatto con le aziende e di ripartire proprio dal curriculum e dall’esperienza professionale, specializzando e perfezionando le proprie competenze. Guardare ovunque, insomma, con massima apertura mettendo a valore con obiettività il bagaglio professionale”.

Molti i ragazzi in fila anche al desk dell’Automotive Lighting Magneti Marelli dove la laurea in ingegneria (gestionale, meccanica, elettronica) è il requisito principale. A questo deve essere aggiunta anche la propensione alla mobilità internazionale, una buona dinamicità, alta resistenza allo stress, e alla formazione continua proprio perché l’azienda premia le persone che vogliono crescere professionalmente.

“Profili interessanti e variegati quelli che si sono proposti oggi – ha evidenziato Francesca Pozzi, responsabile risorse umane di Calligaris nell’evidenziare l’importanza della conoscenza delle lingue se si ambisce a un ruolo nell’Ufficio commerciale dove spesso si aprono posizioni. “La Fiera del lavoro – ha ribadito la Pozzi – è una buona occasione per i giovani per entrare in contatto con le aziende e con il mondo del lavoro. E un’esperienza all’estero, oltre i confini, è senza dubbio un ottimo punto di partenza abbinato alla conoscenza intima di quale vorrà essere il proprio percorso”.

Prima partecipazione alla Fiera del Lavoro per Electrolux, un’opportunità vantaggiosa per l’azienda – ha dichiarato il referente Andrea Tomasini – e diretta per conoscere i giovani ai quali consiglio di compiere velocemente il percorso di studi, accettando anche punteggi inferiori alle proprie aspettative agli esami, e – se possibile – di trovarsi anche qualche piccolo impiego. Serve a farsi le ossa, a diventare responsabili, avere obblighi e relazioni”.

La Fiera del lavoro organizzata dall’Associazione dei laureati in ingegneria gestionale, in questa sua settima edizione (1.200 studenti/laureati accorsi, una ventina di partner) conferma di essere un evento molto atteso e anche partecipato da studenti e laureati in cerca di occupazione o ancora impegnati nel percorso accademico e quindi alla ricerca di suggerimenti, indicazioni su come orientare la formazione. “La fiera del lavoro si contraddistingue per un’offerta di orientamento ai ragazzi. Un contenitore – ha spiegato Marco Sartor, presidente dell’associazione dei laureati in ingegneria gestionale promotore e organizzatore dell’evento che nella sessione principale ha introdotto anche i rappresentanti delle istituzioni presenti – in cui domanda e offerta di lavoro s’incontrano. Una parterre quello delle imprese di alto livello che abbiamo invitato per assumere ragazzi friulani. E loro hanno accettato di buon grado. Un adesione incoraggiante e molto positiva così come la grande affluenza di oggi”. Pochi minuti dopo l’apertura delle 13, infatti, il foyer del teatro con i diversi stand di aziende e partner registravano già afflusso e code di aspiranti candidati che pazientemente hanno atteso il loro turno per conoscere da vicino gli ambiti di operatività delle varie aziende e le possibilità di inserimento occupazionale. Code e attesa che nel corso del pomeriggio sono cresciute grazie a un flusso continuo di arrivi ai vari desk presidiati dai referenti delle varie imprese.

Particolarmente inteso il lavoro di correzione dei curriculum vitae offerto dalle operatrici della Manpower group che hanno evidenziato anche i principali errori nella presentazione: poco spazio alla formazione che invece deve essere centrale, competenze personali poco chiare e scollegate alle esperienze, imprecisioni nella descrizione del livello raggiunto nelle specifiche conoscenza nel curriculum europeo. Come dev’essere un curriculum ben fatto? Deve assomigliare a una polaroid, una fotografia professionale, oggettiva e schematica che però, al contempo, non deve essere impersonale. E poiché anche l’immagine e la presenza sono importanti in sede di colloquio e di presentazione, l’organizzazione ha messo a disposizione un set fotografico con un professionista che ha scattato le istantanee da abbinare al curriculum. Per non farsi mancare davvero nulla, preziosi anche i consigli del personal trainer che ha insegnato ai ragazzi come mantenere una postura corretta e un respiro equilibrato, abilità da acquisire con impegno e allenamento che permettono una gestionale ottimale del colloquio ed eventualmente di sapersi correggere durante la presentazione.

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