Piano di sviluppo rurale: istruzioni per l’uso

21 Gennaio 2016

UDINE. Il Piano di Sviluppo Rurale è uno strumento efficace ma, per accedere alle sue misure d’investimento, la normativa comunitaria prevede che l’impresa che fa domanda di finanziamento presenti un piano aziendale (business plan) dal quale emerga la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento proposto e, più in generale, il miglioramento del rendimento globale dell’impresa come risultato dell’investimento ammesso a contributo. Durante il convegno di apertura di Agriest Land 2016, “Il Business Plan per le aziende agricole e forestali”, al quale hanno partecipato Paola Mazzurana, del Dipartimento di Scienze economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Udine e Roberto D’Auria, responsabile del progetto “Business plan on line della rete rurale nazionale” Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare), si è dunque parlato della strategicità di questo strumento anche in campo agricolo e forestale.

Da sinistra, De Castro, Shaurli, Mazzurana e D'Auria

Da sinistra, De Castro, Shaurli, Mazzurana e D’Auria

«Il mio intervento – ha dichiarato la professoressa Mazzurana – ha l’obiettivo di introdurre il tema del business plan nel settore agricolo, andando a sottolineare l’importanza che questo documento ricopre non solo per richiedere contributi o finanziamenti, ma proprio come strumento strategico per la valorizzazione di progetti imprenditoriali. È infatti uno strumento di riflessione interna per l’imprenditore agricolo, a cui, oggi più che mai, viene richiesto di saper padroneggiare strumenti manageriali che fino a poco tempo fa non erano propri del settore».

Il business plan è, dunque, un documento di pianificazione che presenta un’idea imprenditoriale da attuare e fornisce gli elementi per valutarne la fattibilità e, pertanto, costituisce l’elemento strategico su cui basare le valutazioni necessarie a garantire l’efficacia delle misure di sviluppo rurale. La sua valenza strategica, tuttavia, non si limita al processo di selezione dei progetti da parte dalle amministrazioni regionali, ma si esplicita anche nel rapporto tra le imprese agricole e il mondo del credito. «Il servizio Business Plan On Line dell’Ismea – ha dichiarato D’Auria – nasce dalla necessità condivisa di rispondere alle crescenti richieste, in ambito PSR, di strumenti in grado di migliorare l’efficienza e l’efficacia degli interventi pubblici a favore delle imprese agricole, anche mediante una più agevole e corretta valutazione dei progetti d’investimento proposti».

È per tali esigenze che l’ISMEA ha realizzato BPOL (Business Plan On Line), un applicativo web che consente la predisposizione di un vero e proprio business plan per le imprese agricole, agroindustriali e di altri settori, garantendo un’apprezzabile semplificazione delle procedure di presentazione dei piani di sviluppo aziendale associati alle richieste di finanziamento PSR, oltre che una maggiore uniformità e semplicità di valutazione dei progetti d’investimento. «Un documento che prevede uno sforzo di miglioramento da parte di tutti – ha concluso D’Auria – a partire dalla pubblica amministrazione, per quanto riguarda i criteri di valutazione che deve mettere in atto per garantire la qualità del finanziamento e, ovviamente, da parte delle aziende».

pubblicoA concludere l’incontro, prima del via ufficiale ad Agriest 2016, sono stati l’europarlamentare e membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Paolo De Castro e Cristiano Shaurli, Assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali e la Presidente della Regione Autonoma Fvg Debora Serracchiani. «Mi auspico – ha esordito l’europarlamentare De Castro – che le manovre di cui abbiamo parlato finora, possano dare una spinta al settore agricolo e alimentare, uno dei pochi qui in Italia con un trend di crescita. La domanda estera può dare soddisfazione, ma – ha continuato – non è facile conquistarsi uno spazio in questi mercati, dunque le nostre aziende devono essere preparate a usare gli strumenti che vengono messi loro a disposizione, a livello comunitario e locale». Tra le misure citate da De Castro, anche il Piano di Sviluppo Rurale. «Il Psr è uno degli strumenti fondamentali che, a livello comunitario, ha visto aprirsi ora un capitolo su possibili aggiustamenti: da una parte – ha dichiarato l’europarlamentare – la semplificazione senza modifiche legislative, che prevede ad esempio la riduzione delle sanzioni per evitare, ad esempio, che durante i primi anni gli agricoltori paghino per errori sulle applicazioni dei regolamenti. Dall’altra l’analisi, da parte del commissario, per valutare come questo strumento possa aiutarci ad essere più competitivi in un settore che ci vede in crescita in un mercato che offre molto opportunità: per questa regione, ad esempio, il settore vitivinicolo – ha concluso De Castro – è fondamentale e può continuare a crescere trascinando l’export del nostro paese».

«Anche nel mondo dell’agricoltura – ha dichiarato a conclusione del convegno l’assessore Shaurli – c’è voglia di approfondimento e confronto, a testimonianza che c’è voglia di affrontare le nuove sfide. Lo strumento del business plan che, ad esempio, ci mette a disposizione Ismea, non è una complicazione burocratica, ma una misura che ci da oggettività di analisi, semplificazione e comparabilità e la capacità di unificare dei dati rispetto alla forza produttiva del Friuli Venezia Giulia».

«Il via di Agriest cade felicemente – ha chiosato la presidente Serracchiani – con il lancio del Psr 2014-2020: un momento importante perché ora dobbiamo lavorare attivamente affinché i sacrifici fatti in passato non siano vani. Per la Regione – ha proseguito Serracchiani – è il momento del salto di qualità, ma se è vero che veniamo da un momento difficile, è altrettanto vero che dobbiamo sfruttare questi primi fondamentali momenti di ripresa. L’agroalimentare è settore su cui abbiamo fatto investimenti che stanno dando frutti importanti, basti pensare ai risultati del vitivinicolo regionale. Il Psr per il Fvg ha una potenzialità economica del 30% in più rispetto al precedente settennio, è un segnale importantissimo di fiducia nei confronti della nostra Regione».

Domani, venerdì 22, ci sarà alle 11, in Sala Congressi, il lancio del Psr 2014-2020 del Fv “Per coltivare un futuro sostenibile”. Il dibattito, che coinvolgerà l’europarlamentare Paolo De Castro e l’assessore regionale Cristiano Shaurli, sarà condotto dall’economista agrario Francesco Marangon direttore dell’Area Risorse Agricole, Forestali e ittiche della Regione, Francesco Miniussi e a Serena Cutrano, Autorità di Gestione PSR 2014-2020 FVG spetterà invece il compito di presentare il Psr 2014-2020 Fvg. Alle 16.30 prenderà il via, invece, il convegno “Agricoltura, paesaggio rurale, aree naturali protette: sviluppo, conservazione e promozione in Natura 2000 e nella Rete ecologica regionale”. Maria Grazia Santoro, Assessore regionale alle infrastrutture e alla pianificazione territoriale, introdurrà gli interventi di Pierpaolo Zanchetta, responsabile settore biodiversità della Regione; Serena Cutrano, Autorità di Gestione PSR 2014-2020 Fvg; Mauro Pascolini, responsabile scientifico del Piano paesaggistico regionale dell’Università di Udine; Stefano Santi, direttore Parco naturale delle Prealpi Giulie; Graziano Danelin, direttore Parco naturale delle Dolomiti Friulane e Davide Samsa, del parco rurale Alture di Polazzo. Modererà l’incontro il giornalista Umberto Sarcinelli.

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