Perché i ‘petrolieri’ applicano un prezzo più alto in Fvg?

23 Giugno 2020

TRIESTE. “Esprimo grande soddisfazione per la presa di posizione dell’assessore regionale all’ambiente ed energia, Fabio Scoccimarro, relativamente alla annunciata volontà della Regione di intervenire se le compagnie petrolifere non motiveranno adeguatamente i costi più alti dei carburanti in Friuli Venezia Giulia rispetto anche al vicino Veneto. Mi fa piacere che l’appello che ho lanciato raccogliendo il grido di allarme delle categorie e degli operatori economici del nostro territorio sia arrivato a sensibilizzare la nostra Giunta su un tema così fondamentale”.

Queste le parole del consigliere regionale, Diego Bernardis, che a più riprese – riferisce un comunicato – si è occupato del tema della fiscalità di svantaggio ed è primo firmatario della mozione urgente “Zona franca di emergenza, il Presidente e la Giunta regionale rafforzino il pressing istituzionale con Roma per urgenti misure di armonizzazione economica lungo la fascia confinaria italiana del Friuli Venezia Giulia per evitare tracollo economico e sociale”.

“Proprio a maggior ragione del fatto che il Friuli Venezia Giulia patisce la concorrenza degli Stati confinanti dove fiscalità, componenti tariffarie e burocratiche sono meno opprimenti rispetto a quelle italiane, non si capisce perché – continua – i petrolieri nella nostra regione praticano un costo dei carburanti addirittura più alto rispetto al vicino Veneto. Spiegare in modo chiaro questo paradosso e porvi finalmente rimedio, potrebbe essere un primo, importante, passo per riappropriarci di una fetta di quei consumatori che alimentano il fenomeno del pendolarismo oltreconfine e che, fra Iva e accise, toglie alla nostra regione 120 milioni di euro all’anno senza contare tutto il relativo indotto”.

Infine il consigliere regionale Diego Bernardis rivolge un caloroso invito al presidente nazionale di Figisc Confcommercio, Bruno Bearzi, affinché si arrivi quanto prima ad accoglierlo per “una visita con cui toccare con mano la realtà dell’Isontino, in particolare del territorio goriziano, per conoscerne la peculiare realtà di confine e trovare così soluzioni condivise che possano consentire anche a tale territorio di prosperare”.

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