Pellegrino: emendamento pericoloso per il FVG

19 Dicembre 2017

ROMA. “In Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, nonostante il voto contrario di Sinistra Italiana, è stato approvato un emendamento – su cui presenteremo un emendamento soppressivo in aula – dalle conseguenze sostanzialmente irreversibili e gravissime per il Friuli Venezia Giulia, sia sul piano fiscale, sia su quello di coerenza costituzionale, sia a livello politico. La conclusione della legislatura regionale si colora con i toni della rapina in banca: la fuga con refurtiva, quantificabile, insieme ai diritti di specialità, in 1.200 mln, euro più euro meno, temo sia stata utilizzata, in aggiunta alla cancellazione delle Province, quale trofeo per accedere a più alti onori nella Capitale”.

Lo afferma la parlamentare Serena Pellegrino, vice presidente del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati. “Il meccanismo del patto finanziario Stato/Friuli Venezia Giulia è solo apparentemente favorevole alla nostra Regione, che verrà privata della facoltà di trattenere cifre che superano il miliardo di euro in cambio della concessione di 120 milioni. Ma la cosa più grave dell’emendamento – spiega Pellegrino – si trova al secondo comma: “457-ter. A decorrere dal 1° gennaio 2018, allo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni:”.

”A prescindere – si legge in una noya – da quali siano le modificazioni apportate allo Statuto Speciale della Regione FVG, averle inserite in un emendamento del Governo, che giunge nel pieno della discussione della legge di bilancio, è di per sé un atto gravissimo. Il silenzio in cui l’operazione si è svolta a livello regionale non può che indurre il cittadino a diffidare della misura finanziaria inserita nella legge di stabilità considerato che si tratta di spostamenti di risorse da una comunità (quella del FVG) verso le casse della ragioneria di Stato e che avrebbe pertanto meritato una discussione più ampia. Al pari, la discussione avrebbe dovuto essere fatta a viso aperto anche se la regione a Statuto Speciale trattenesse più di quello che sta già trattenendo”.

Conclude Serena Pellegrino: “L’onestà di appartenere a una comunità nazionale non prevede che ci siano trasferimenti fatti sottobanco e il principio di sussidiarietà deve sempre essere il fine ultimo”.

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