Ospedale palmarino (ormai centro Covid) è al collasso “I Nas vengano a controllare”

4 Dicembre 2020

PALMANOVA. “Continuerò allo stremo a ripeterlo, come sto facendo da mesi tramite tre lettere ufficiali, continui messaggi o sui giornali, rivolgendomi a Fedriga, Riccardi e all’Azienda Sanitaria udinese: il piano regionale per la gestione dell’emergenza era inadeguato ed è ormai completamente saltato. Medici e operatori sanitari sono allo stremo e non riescono più a fronteggiare l’emergenza. Lunghe file di ambulanze sostano per ore davanti ai Pronto soccorso.

L’Ospedale di Palmanova è diventato un centro Covid, in cui si fatica a dare risposta ai bisogni dei malati. Per non parlare delle altre patologie, ormai da tempo senza risposte adeguate. Per questo, come fatto a Udine, chiedo ai Nas di controllare la situazione e ispezionare il nosocomio palmarino per vedere se sono rispettate le minime norme di sicurezza. Mancano medici e operatori, mezzi e programmazione, c’è continua commistione tra malati e personale Covid e non Covid, l’emergenza è in seria difficoltà e le attese sono lunghissime”.

Con queste parole il Sindaco di Palmanova, Francesco Martines, si unisce al grido d’allarme lanciato, in un appello inviato ai vertici regionali e all’Asufc, da un comitato intersindacale dei dirigenti medici e sanitari del Friuli Venezia Giulia. Gli operatori del settore sanitario “denunciano in modo realistico e documentato una situazione insostenibile, risultato di una carenza di strutture fisiche e di personale per l’assistenza dei pazienti Covid”. Il loro grido d’allarme: “Non possiamo più attendere dati epidemiologici che ’seguono’ l’andamento reale del contagio e non possiamo aspettare previsioni sul futuro. Dobbiamo tutti agire ora nell’immediato, pena il collasso del sistema”.

E aggiunge il Sindaco Martines: “Ormai a Palmanova abbiamo solo malati Covid, in tutti i reparti della struttura. I cittadini della Bassa Friulana hanno paura di avvicinarsi all’Ospedale. Esistono anche altre patologie che vanno curate, persone anziane o bisognose di cure che ora sono costrette in casa o a lunghi spostamenti per essere assistite. Chi ha gestito e sta gestendo il sistema sanitario sta commettendo gravi errori che comprometteranno il servizio sanitario territoriale anche nel post emergenza”.

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