Opera Sacra Famiglia riapre in sicurezza alcuni laboratori

14 Giugno 2020

PORDENONE. La Fondazione Opera Sacra Famiglia di Pordenone posticipa di un mese gli esami di qualifica professionale e riapre i suoi laboratori per consentire agli studenti di seguire le lezioni che durante l’emergenza sanitaria si erano svolte online. Se nella scuola pubblica si deve attendere settembre per tornare dietro ai banchi, la Fondazione Osf è la prima realtà formativa del Friuli Venezia Giulia che, con tutte le accortezze che il regime Covid prevede, compie una scelta flessibile per completare con le esercitazioni pratiche la formazione dei suoi ragazzi.

La Cittadella della Formazione, che da oltre settant’anni è in prima linea per garantire la continuità didattica, formativa ed educativa, in questi giorni è nuovamente brulicante di voci festose e via vai di giovani. «Chiaramente, per rispettare i dettami di legge e in primis il criterio del distanziamento – spiega Annalisa Isdraele Romano, direttore della Formazione professionale della Fondazione Osf che comprende anche Scuola secondaria di secondo grado paritaria e Servizi socioeducativi – abbiamo deciso di riaprire soltanto una parte delle attività che caratterizzano la nostra scuola professionale: i laboratori del terzo anno dei corsi triennali di Carrozzieri, Motoristi e Meccanici visto che i primi giorni di luglio si terranno gli esami di qualifica; nello stesso tempo apriremo i laboratori per le seconde e terze classi del corso di Panettiere, pasticcere, gelatiere (Operatore della trasformazione agroalimentare). È importante riprendere la formazione in presenza, perché la didattica a distanza non può sostituire appieno la parte esercitativa e dimostrativa tipica delle professioni tecniche. Nei laboratori la frequenza è alternata, in fasce orarie, in modo che gli studenti di un corso non entrino in diretto contatto con gli altri. Le lezioni dei corsi di Grafica continuano regolarmente online».

La Fondazione Osf, per andare in contro alle esigenze di ragazzi e famiglie, ha compiuto un altro gesto lodevole: «All’inizio dell’emergenza sanitaria abbiamo fornito in comodato d’uso gratuito una trentina di tablet (solitamente utilizzati in classe) agli studenti della Scuola Professionale e della Scuola superiore paritaria “Naonis Studium” che seguivano la didattica a distanza, perché la povertà economica non si deve tradurre in povertà educativa».

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