Omaggio al cippo dei fusilâts

4 Novembre 2020

Da sinistra, Francesco Fontanini, Andrea Valcic, Massimo Moretuzzo e Massimo Brianese

CERCIVENTO. «L’omaggio ai fusilâts di Cercivento è doveroso, e non solo nella giornata odierna. È tempo che anche il Parlamento italiano se ne renda conto». Così il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, che oggi, 4 novembre, nella giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, si è recato con una delegazione del partito in un luogo simbolico, «lontano dalla retorica nazional-militarista», a depositare un mazzo di fiori al cippo eretto a Cercivento in ricordo degli alpini Giovanni Battista Coradazzi, Angelo Massaro, Basilio Matiz e Silvio Gaetano Ortis, fucilati “per l’esempio” negli anni terribili della Grande Guerra, vittime del militarismo ottuso.

Proprio per sostenere l’iter della legge 991 sulla riabilitazione storica e morale dei fucilati e di tutte le altre vittime condannate a morte su sentenza dei tribunali militari durante la prima guerra mondiale, abbandonate all’oblio, continua la staffetta del digiuno promossa dalla “Società della Ragione”, alla quale hanno aderito anche diversi esponenti del Patto per l’Autonomia. Nel concreto, i partecipanti alla staffetta chiedono l’urgente approvazione di un provvedimento legislativo che restituisca riabilitazione piena alle vittime del “cadornismo” e di ufficiali insensati sulla base del ripudio della pena di morte dichiarato dalla Repubblica italiana all’articolo 27 della Costituzione: elementi già previsti nell’articolato del ddl 991 presentato nel 2018 alla Commissione Difesa del Senato, largamente approfondito e discusso e di fatto pronto a essere presentato al voto dell’Aula, per poi arenarsi dopo il recente avvicendamento della Presidenza di Commissione.

«L’approvazione di una legge di costruzione di una memoria senza ombre, basata sulla verità storica, è indispensabile e si inserisce nel necessario percorso di rilettura dell’“inutile strage” che ha investito anche la nostra terra oltre un secolo fa, rispetto alla quale lo Stato italiano, per molti aspetti, continua a non voler fare i conti», afferma Moretuzzo.

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