Nuove proposte dal seminario sulla conservazione dei beni fotografici

20 Giugno 2018

UDINE – Nei giorni scorsi si è concluso il corso “Dietro la fotografia. Dalla fruizione alla catalogazione”, un seminario formativo organizzato dal Laboratorio LIDA (Laboratorio informatico per la documentazione storico artistica) dell’Università degli studi di Udine, con il sostegno del CRAF (Centro di ricerca e archiviazione della fotografia) di Spilimbergo, e dell’Ente Regionale Patrimonio Culturale, Servizio catalogazione, formazione e ricerca.

L’iniziativa, ideata nell’ambito della Rete regionale delle fototeche e degli archivi fotografici con la partecipazione dell’AIB (Associazione italiana biblioteche) del Friuli Venezia Giulia, ha trattato temi relativi alla gestione degli archivi fotografici ottenendo un ottimo riscontro tra gli operatori del settore.

L’iniziativa ha visto, in conclusione, una giornata di lavoro allo scopo di condividere le prassi di gestione attualmente in uso negli archivi fotografici regionali, chiamando a raccolta gli enti che hanno partecipato all’attività formativa o che hanno aderito al recente “Censimento delle raccolte fotografiche”.

I 15 enti partecipanti, insieme ai membri della Rete, hanno dato vita ad un’intensa raccolta di proposte e idee per individuare soluzioni alle numerose difficoltà sollevate. Il Servizio e il CRAF si sono dunque messi a disposizione per aprire, nel prossimo futuro, dei tavoli di lavoro specifici su temi tra i quali l’uso e l’abuso delle immagini nel web, la conservazione dei beni fotografici, la creazione di una banca dati condivisa sul patrimonio fotografico regionale.

Si sono discusse anche le problematiche relative agli importanti archivi della storia del cinema e del teatro come quelli di Cinemazero di Pordenone, dell’Ente regionale teatrale e del Centro Iniziative Teatrali di Latisana, e quelle di progetti che si rispecchiano nel comune desiderio di raccontare la storia del proprio territorio a partire dalle raccolte fotografiche familiari (gli esempi sono Cormons, Martignacco o la Carnia).

Spazio anche alle esperienze di grandi archivi come le fototeche dei Musei Civici di Trieste e del CRAF di Spilimbergo e alle testimonianze delle biblioteche che hanno accolto tra le loro collezioni librarie importanti fondi depositati e acquisiti nel corso degli anni, come a Udine, Trieste e Monfalcone, così come a esperienze più di settore, come il Consorzio di Bonifica dell’Isontino, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Udine e la Società Filologica Friulana.

A “sorvegliare” le operazioni la Soprintendenza per i Beni archivistici del Friuli Venezia Giulia che ha tracciato il percorso di riconoscimento d’interesse storico artistico e la sua importanza in termini di tutela del patrimonio culturale.

L’incontro si è concluso con la comune intenzione di coinvolgere quanti più attori possibile in una discussione fruttuosa, con l’obiettivo di avanzare proposte concrete ai legislatori per richiamare l’attenzione su di un patrimonio tanto diffuso e parcellizzato quanto fondamentale per il racconto del recente passato in funzione della comprensione di questo magmatico presente in cui si avverte sempre più impellente il bisogno di capire il senso e il valore comunicativo delle immagini.

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