Nuove indagini nell’area archeologica “La Chiamana”

18 Ottobre 2014

68488136f68578a6cf645f878210c3ef8487fdaCARLINO – Sono state effettuate dal 25 agosto al 9 settembre 2014 le nuove indagini archeologiche in località Chiamana, nel Comune di Carlino, per verificare e approfondire quanto emerso dai precedenti scavi del 2012.

Il sito è caratterizzato da un grosso complesso produttivo di ceramica e laterizi, in funzione dalla prima epoca romana fino all’alto medioevo, messo in luce negli anni Settanta dello scorso secolo da Luisa Bertacchi, all’epoca Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. In particolare in quest’area veniva prodotta la ceramica invetriata tardo romana, cui le archeologhe Chiara Magrini e Francesca Sbarra hanno dedicato diversi studi ed una mostra nell’autunno del 2012.

Gli scavi di quest’anno, finanziati dalla Fondazione CRUP e dal Comune di Carlino, sono stati svolti da un’équipe di archeologi professionisti, sotto la Direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici del FVG.

Il progetto prevedeva, innanzitutto, di ampliare il saggio aperto nel 2012 nel punto in cui Luisa Bertacchi aveva segnalato la presenza di tre forni e dove era stato appunto riportato alla luce, sempre nel 2012, il primo forno, per verificare l’eventuale conservazione degli altri due forni presenti nel complesso produttivo e per indagare le fasi immediatamente precedenti al loro impianto.

Si intendeva, inoltre, approfondire le indagini nell’area degli ambienti di lavoro funzionali alle strutture produttive, per poter ricostruire le relative fasi di vita. E proprio in quest’area l’analisi della complessa sequenza stratigrafica ha consentito di accertare differenti momenti di utilizzo degli ambienti e le trasformazioni che ne interessarono la lunga frequentazione.

Diversi i materiali rinvenuti, la cui analisi permetterà di definire con maggior precisione la datazione del contesto.
Gli scavi, conclusi il 9 settembre, hanno consentito, dunque, di ampliare le informazioni e le conoscenze su questo sito di particolare interesse archeologico .

L’Amministrazione comunale di Carlino si è dimostrata fin dall’inizio particolarmente sensibile alla valorizzazione dell’area, in primis con l’acquisto dei terreni nei quali è stato rinvenuto il complesso produttivo e quindi con la predisposizione di un progetto di valorizzazione dell’intera zona, al momento in fase di elaborazione, che ha come obiettivo di rendere visitabile il sito e di inserirlo in uno dei percorsi della pista ciclabile della Riviera Friulana di prossima realizzazione.

“Tale progetto, afferma il Sindaco Diego Navarria, orientato ad attrarre a Carlino un possibile turismo di nicchia culturale, ambientale ed enogastronomico, costituisce un obiettivo in cui l’Amministrazione crede molto. Vorremmo che la Chiamana divenga un luogo di richiamo perché compendia aspetti naturalistici rilevanti – il fiume, il bosco, la laguna – , archeologici e dello svago – ciclovia per Lignano, ippovia, approdo per piccole imbarcazioni, area di sosta.”

Il percorso, che da Lignano Sabbiadoro giungerà a Marano e quindi a Carlino, prevede anche la costruzione di una passerella sul fiume Zellina, in corrispondenza del sito archeologico.

“Abbiamo desiderato partecipare alla realizzazione di un progetto riportante alla luce un patrimonio di alta connotazione storica, culturale ed archeologica, da custodire e valorizzare per evitarne la dispersione – dichiara, inoltre, il Presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini – Ci auguriamo che questi reperti, testimonianza delle tradizioni del nostro passato più antico, possano diventare il motore di un’operazione di promozione più ampia che, coniugando storia, cultura e aspetto naturalistico del territorio, sia in grado di impreziosire l’offerta turistica locale.”

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