Nuove divise per i lavoratori dei ‘vigneti sociali’ a Casarsa

10 Aprile 2022

CASARSA. Nuove divise per i trenta lavoratori del progetto di agricoltura sociale della cooperativa Il Piccolo Principe. Sono state donate dalle aziende vitivinicole locali che da alcuni anni collaborano al progetto per rendere le lavorazioni in vigneto sempre più inclusive e che ha pure l’obiettivo di contrastare lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura.

“Ringraziamo le aziende agricole che ci sostengono – ha detto Tobia Anese, Responsabile degli inserimenti lavorativi de Il Piccolo Principe – e che oltre a collaborare con noi nell’ottica di un lavoro in vigna sempre più inclusivo, ci hanno voluto donare le divise che le nostre squadre indosseranno per lavorare in sicurezza, essere visibili e riconoscibili da tutti. Ringraziamo Viticoltori friulani La Delizia, il Comitato dei Festeggiamenti di Rosa, le aziende agricole Ambrosio, Dream Team e Bellomo, più altre realtà locali”. In pochi anni sono aumentati i lavoratori impiegati in questo progetto sociale per un totale di 30 persone coinvolte, 20 delle quali con svantaggio (fragilità mentali, disabilità, dipendenze, difficoltà di inserimento sociale). Sono cresciuti anche gli ettari di vigna lavorati con potatura e stralciatura (150 ettari nel 2021) e pure quelli dove sono stati applicati i ferormoni per la confusione sessuale, utili per la lotta biologica in agricoltura (1000 ettari nel 2021).

Numeri importanti come decisivi sono anche i benefici che il progetto ha portato sulle persone coinvolte. “Il lavoro in vigna – hanno spiegato Tobia Anese insieme a Giuliana Colussi, responsabile dell’Area Agricoltura Sociale del Piccolo Principe – ha portato maggiore benessere psicofisico, maggiore consapevolezza e stima di sé, acquisizione di nuove competenze, minore bisogno di assumere farmaci e di interventi medico sanitari, con quindi un risparmio di investimento risorse pubbliche da parte dello Stato”. Inoltre, il progetto è inserito nel Rural Social Act, progetto Fami che, partendo dalle buone pratiche, promuove il ruolo dell’agricoltura sociale come sviluppo territoriale sostenibile, inclusivo, di qualità, capace di contrastare il caporalato e costituire argine alle agromafie. “In quest’ottica – hanno aggiunto – , nel corso del 2021 abbiamo assunto diversi lavoratori stranieri che prima non avevano alcun contratto regolare. Noi crediamo che oltre alla sostenibilità ambientale sia importante diffondere la cultura della sostenibilità sociale”.

Partner di questo progetto, avviato in primis con i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa, sono anche l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, i Servizi Sociali del Territorio Uti Tagliamento, il Comune di San Vito al Tagliamento, la rete informale Rasa (Rete Agricoltori Solidali Attivi) e l’azienda Santa Margherita di Fossalta di Portogruaro.

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