Nuova via della seta, rischi e opportunità in FVG. Convegno

7 Novembre 2018

UDINE. La “Nuova via della seta” è il nome del grande piano cinese che prevede investimenti per centinaia di miliardi di euro distribuiti tra Asia, Africa ed Europa lungo quella che era stata l’antica “via della seta”. La Cina di oggi, su quelle direttrici, vuole portare le sue merci, comprare porti e realizzare ferrovie ma anche comandare sui Paesi attraversati. Quali opportunità e quali rischi si prospettano allora, per l’intera regione Friuli Venezia Giulia, che si colloca su una di quelle direttrici?

A queste domande cercherà di dare una risposta il convegno dell’Associazione Friuli-Europa su: “La Cina è vicina. Spazi per l’economia e la politica regionale nel gigantesco piano cinese della Nuova Via della Seta” che si tiene venerdì 9 novembre, a partire dalle 17, nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine in Piazza Venerio 8 a Udine. Dopo un prologo storico di Mons. Guido Genero, dell’Arcidiocesi di Udine, sul Beato Odorico da Pordenone, religioso friulano che raggiunse la Cina, sull’antica via della seta, già 700 anni fa, le varie questioni sono poi introdotte da Marco Dean, ricercatore di trasporti e logistica globali alla Bartlett School of Planning dell’University College di Londra. Segue una sessione dedicata a: “Sistema economico friulano e via della seta”, introdotta e presieduta da Rodolfo Flebus, responsabile Trasporti e Logistica della Camera di Commercio di Pordenone-Udine e a cui partecipano dirigenti dell’Autorità del Sistema Portuale Mare Adriatico Orientale di Trieste; Renzo Marinig, presidente del Consorzio di sviluppo economico del Friuli e Michelangelo Agrusti, Presidente di Unindustria Pordenone. Conclude Sergio Emidio Bini, Assessore regionale alle attività produttive e turismo. Presiede Sandro Fabbro, vicepresidente AFE.

L’obiettivo del convegno è quello di capire come, la “nuova via della seta”, possa diventare una opportunità economica, oltre che per Trieste, anche per il Friuli evitando però che i grandi volumi di traffico previsti possano trasformarsi in un problema ingestibile sul territorio. La proposta di AFE è quella di cominciare da subito a ragionare in maniera prospettica puntando, su tutto il territorio regionale, ad allargare le opportunità ed a ridurre i rischi.

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