Norma che ‘discrimina’ nel nuovo Statuto di Udine. Rojc (Pd) interroga. Sit-in Arcigay

27 Novembre 2021

UDINE. ”Vista l’allarmante modifica dell’ articolo 9 dello statuto comunale di Udine, come consiglio direttivo di Arcigay Friuli – si legge in un comunicato – abbiamo intenzione di organizzare un Sit-in di protesta”. In seguito all’ordinanza del Prefetto di Udine, che ha interdetto lo svolgimento di manifestazioni all’interno del perimetro del centro storico, la manifestazione pertanto si terrà lunedì 29 novembre alle 17 in Largo Ospedale Vecchio (e non più sotto i portici di Palazzo D‘Aronco). Il Consiglio Comunale di Udine infatti lunedì prossimo voterà la modifica dello Statuto riconoscendo i diritti della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio” riferendosi all’art.29 della Costituzione. Articolo scritto nel 1947 – si osserva – in un contesto sociale completamente diverso, escludendo così di fatto migliaia di famiglie. 2

Della cosa si è occupata anche la senatrice Tatjana Rojc (Pd). “Ho portato all’attenzione della ministra Bonetti il caso del nuovo Statuto che il Comune di Udine si accinge ad approvare, perché appare lesivo dei principi su cui si basa l’architettura europea, con cui si afferma che la famiglia non è fondata solo sul matrimonio di un uomo e di una donna, ma è costituita da persone che si amano e si rispettano, qualunque sia il loro sesso e provenienza. E assieme a un gruppo di colleghi senatori abbiamo chiesto alla ministra di verificare come intervenire per rimuovere tale discriminazione”.

Nell’interrogazione, firmata anche da Tommaso Cerno, Monica Cirinnà, Valeria Fedeli, Paola Boldrini, Gianni Marilotti, Anna Rossomando, Bruno Astorre, Francesco Giacobbe, Andrea Ferrazzi, si richiama una lettera del presidente del Consiglio Mario Draghi alle istituzioni europee in cui il premier italiano ha sostenuto che “l’odio, l’intolleranza e la discriminazione non hanno posto nella nostra Unione. Sosteniamo la diversità e l’uguaglianza Lgbt in modo che le nostre generazioni future possano crescere in un’Europa di uguaglianza e rispetto”.

“La nuova formulazione dello Statuto – annota la senatrice – si pone in palese contrasto con i principi di valorizzazione delle formazioni sociali e di eguaglianza formale e sostanziale fissati negli articoli 2 e 3 della Costituzione, che hanno portato alla legislazione recente, da intendersi quali norme di principio, in materia di riconoscimento delle convivenze di fatto e alle unioni tra persone dello stesso sesso.
Nonostante le proteste contrarie della Lega, non è vero che non cambia nulla – ha aggiunto Rojc –, perché siamo di fronte a un palese travisamento dell’esercizio della potestà statuaria, che apre in linea di principio all’introduzione meccanismi discriminatori in ordine ai criteri di accesso ai servizi pubblici, per esempio, nei confronti di nuclei familiari monoparentali o semplicemente nuclei familiari con separati o divorziati”.

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