No al centro commerciale di Palmanova Pure il Consiglio di Stato approva il Comune

9 Dicembre 2020

PALMANOVA. Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar, ha dato ragione al Comune di Palmanova nel contenzioso promosso dalla Società Immobiliare la Casa di Cattelan Giorgio. Nei progetti, risalenti al 2011, era prevista la realizzazione di un nuovo parco commerciale da 50.000 mq nell’area fuori Porta Aquileia, adiacente ai Bastioni, in direzione di Porta Udine. Nove anni fa, con il cambio al vertice dell’amministrazione comunale, la Giunta Martines decise di ripristinare l’uso agricolo del terreno, dopo una modifica alla destinazione d’uso approvata dal precedente Consiglio Comunale.

“Adesso, ancora di più, siamo convinti di questa scelta. Un’azione lungimirante contro i centri commerciali che ora, a distanza di anni, sono in evidente crisi dopo una loro capillare diffusione su tutto il territorio regionale. Ricordo che, in quegli anni, si parlava anche di raddoppiare la superficie dell’Outlet. Sono soddisfatto di aver chiuso definitivamente la vicenda entro il mandato, non lasciando strascichi ai miei successori”, commenta soddisfatto il Sindaco di Palmanova Francesco Martines. “Una promessa fatta in campagna elettorale e poi mantenuta. Abbiamo il dovere di salvaguardare il commercio cittadino e la vita del nostro centro storico, tanto più ora valorizzato dallo sviluppo turistico che ogni anno risulta più evidente”.

Dopo il ricorso al Tar, che ha dato ragione alle motivazioni addotte dal Comune per la revoca della variante urbanistica, la società proprietaria del terreno ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato e, poi, di procedere al giudizio. Quest’ultimo organo ha deciso, respingendo le accuse rivolte all’amministrazione, che l’immobiliare paghi la cifra di 5.000 euro come rimborso parziale delle spese legali sostenute dal Comune. Il terreno, dove era prevista la costruzione del parco commerciale, rientra ora, dopo l’entrata delle mura veneziane tra i siti patrimonio Unesco, nell’area protetta e salvaguardata, una buffer zone dove la realizzazione di questa tipologia di fabbricati non è più prevista. “Quest’amministrazione, invece di costruire nuove aree commerciali, ha deciso di promuove l’associazione dei negozi cittadini attraverso un centro commerciale naturale, ha sviluppato, come mai prima, il turismo e il settore dei servizi, rivitalizzando una città entrata in crisi dopo aver vissuto da sempre dell’economia generata dalla presenza militare”, conclude il Sindaco Martines.

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