Niente crescita per l’Advan di Amaro Bilancio simile al 2019

31 Ottobre 2020

Mario Zearo

AMARO. Occorre fare di necessità virtù e, dati i tempi che corrono, pensare di chiudere il bilancio aziendale 2020 agli stessi livelli del 2019, pur dovendo così rinunciare a ogni margine di crescita preventivato, può essere considerato un aspetto positivo. La pensano così i vertici di Advan, l’azienda di Amaro che produce i sistemi implantari più innovativi per l’odontoiatria di avanguardia.

«La domanda interna è ripresa con un andamento migliore rispetto al previsto – illustra il presidente e amministratore delegato, Mario Zearo -. Ciò che è rimasto invece al palo sono i nostri progetti di espansione verso l’estero, poiché l’andamento del Covid 19 ha pesantemente influenzato gli spostamenti nostri e dei nostri possibili nuovi clienti». Nel 2020, inoltre, i nuovi prodotti che l’azienda ha immesso sul mercato proprio poco prima del lockdown non hanno potuto godere appieno del piano di diffusione predisposto. «Ciononostante – sintetizza Zearo -, le prime stime ci dicono che manterremo il fatturato entro un -25% rispetto a quello di previsione, azzerando di fatto tutta la crescita che pensavamo di poter realizzare nel corso dell’anno. In definitiva, i numeri saranno quelli del 2019».

Il nuovo scenario ad Advan è stato affrontato attraverso «una rimodulazione dei costi», resa sufficientemente agevole dal fatto che «non abbiamo dovuto mettere in conto le uscite per la partecipazione e fiere e congressi, per noi una voce significativa e pesante». Il ricorso alla cassa integrazione è stato minimo, «contenuto ad aprile e maggio». Confermati quindi tutti i dipendenti, Advan ha agito solo su due contratti a termine, non rinnovandoli. Nonostante le nuove e più restrittive disposizioni governative anti Covid – l’uso della mascherina anche all’aperto -, Zearo guarda con una certa fiducia e determinazione al 2021, perché ci sono segnali considerati interessanti.

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