Nemmeno la pandemia ha bloccato l’attività a CasaViola

28 Ottobre 2020

TRIESTE. Risale a quattro anni fa il taglio del nastro a CasaViola, la struttura creata dall’Associazione de Banfield che apriva così le sue porte ai familiari di persone con Alzheimer e altre forme di demenza. Nel 1995, la onlus triestina aveva già avviato dei servizi per l’assistenza a persone con demenza, ma proprio il contatto stretto con i familiari aveva messo in evidenza bisogni finora inespressi o nascosti. Le attività dedicate alle famiglie con una persona affetta da demenza si sono via via specializzate partendo proprio dall’analisi delle esigenze. Nel 2011 parte il progetto Camera Con Vista, un gruppo di auto-aiuto per i familiari che continua tutt’ora, ma si avvia anche una riflessione su ulteriori progetti per supportare il lavoro dei caregiver, dei donatori di cura: tutti coloro che in silenzio, quotidianamente, si prendono cura di qualcuno che talvolta non ricorda neanche più chi siano. È ufficiale che l’80% dell’assistenza a queste persone è fornita dai familiari, nessun sistema socio sanitario potrebbe resistere a lungo senza il loro contributo. L’assistenza alla persona con demenza richiede compiti particolari, una “fatica” caratteristica, diversa rispetto ad altre forme di invalidità o di malattia.

Nasce l’idea di un centro dedicato, una “casa” per i caregiver: si apre così CasaViola, che presto diviene una vera e propria eccellenza a livello nazionale, un luogo all’avanguardia nel settore, dove trovare informazioni, consulenze e sostegno. In questi quattro anni oltre 650 persone sono passate da CasaViola, e 300 sono i caregiver attualmente in contatto, con costanti nuovi ingressi, circa 80 all’anno. Nel 2020, gli operatori di CasaViola hanno fatto oltre 200 colloqui di consulenza o di sostegno. Qualcuno ha deciso di diventare volontario a sua volta per sostenere altri. Le attività proposte (tra danzaterapia, storytelling e scrittura creativa, yoga, tecniche di benessere) hanno registrato nella prima parte del 2020, circa 150 presenze complessive.
Nemmeno la pandemia ha interrotto il lavoro, anzi, è stata l’occasione per sviluppare nuove forme di servizio, che non lasciassero fuori nessuno. Le consulenze e i colloqui di sostegno sono continuati per telefono o in videochiamata, i corsi di formazione si sono spostati su webinar, video e animazioni suggerivano attività da fare a casa durante la domiciliazione forzata.

La formazione è stata da sempre un punto importante per CasaViola: proprio in questi giorni è partita la Digital Caregiver Academy, una piattaforma che consentirà di assistere da tutta Italia alle lezioni e a corsi dedicate ai caregiver per imparare a prendersi cura al meglio e con più serenità della persona con Alzheimer. Oltre al lavoro diretto con i caregiver, CasaViola opera in collaborazione con realtà nazionali ed europee per promuovere il riconoscimento e il sostegno dei familiari e di chi si occupa di persone affette da demenza, come la rete europea Eurocarer, Come più volte evidenziato dalla De Banfield, non c’è ancora a livello di governi una forma condivisa di riconoscimento e di supporto ai caregiver: la richiesta è di una legge regionale sul modello di leggi già approvate in altre regioni italiane, ma non ancora in Friuli Venezia Giulia, per arrivare a una legge sull’intero territorio nazionale.

CasaViola è in via Fabio Filzi 21/1 è aperta da lunedì a giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, venerdì 10-12. Risponde al numero 040.362766 | casaviola@debanfield.it

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