E’ morto il prof. Luigi Raimondi Cominesi

1 Giugno 2017

UDINE. “Il 26 maggio scorso il professor Luigi Raimondi Cominesi, Presidente onorario dell’ANPI Provinciale, nella quale ha partecipato con passione a tutti gli organismi direttivi, se ne è andato in silenzio – si legge in un comunicato -, senza preavvertire nessuno, senza lasciarci la possibilità di onorarlo degnamente nel suo ultimo viaggio. Faceva parte anche questo del suo carattere, e noi lo rispettiamo, però lo vogliamo ricordare, senza cerimonie, non solo per gli iscritti, ma specialmente rivolgendoci a quanti, per la giovane età, non hanno avuto la possibilità di conoscerlo a fondo, per far loro capire quanto l’Associazione abbia perso con la sua morte”.

Era nato a Fiume (Rijeka) il 17 dicembre del 1922. La guerra interruppe la sua carriera di studente (era iscritto alla facoltà di lettere e filosofia all’Università di Padova): nel ’42 fu infatti chiamato alle armi. L’8 settembre lo colse in Italia meridionale. Sfuggì al disarmo da parte dei tedeschi, nascondendosi nel Gargano, ma già in ottobre accorse nelle file del nuovo esercito italiano che il governo Badoglio tentava di ricostituire, nonostante le diffidenze degli alleati. Si arruolò volontario nel 1° Raggruppamento Motorizzato che combatté a fianco degli anglo-americani sul fronte di Cassino. Era la prima formazione militare italiana a farlo: confluirà poi nel C.I.L. (Corpo Italiano di Liberazione). I combattimenti nel C.I.L. lungo la penisola, fino alla linea Gotica gli meriteranno la Croce al Merito di Guerra e la Medaglia di Volontario della Libertà, oltre che la promozione a Sottotenente.

Dopo la Liberazione, portò a termine gli studi universitari e divenne titolare della cattedra di lettere all’Istituto “Valussi” a Udine, dove rimase fino alla pensione. Era uno di quei docenti i cui allievi possono dire con orgoglio: “Abbiamo avuto la fortuna di averlo come professore”: un maestro di vita, oltre che un esperto di didattica, chiamato ovunque a tenere corsi di aggiornamento e conferenze. Alla attività professionale, accostò col medesimo impegno l’attività antifascista all’interno dell’ANPI, intervenendo in tutta la provincia nelle manifestazioni in memoria della Resistenza e nei convegni.

Gigi era anche uno storico del Movimento di Liberazione, un ricercatore raffinato e abilissimo nella individuazione di fonti inedite. Enorme il numero dei suoi interventi pubblicati nella stampa locale, in “Patria Indipendente”, nelle edizioni dell’ANPI e dell’Istituto friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, di cui fu socio fondatore. Tra i tanti titoli, ricordiamo la bella biografia del comandante partigiano Mario Modotti “Tribuno”, edita dall’Istituto friulano nel 2002.

“Un caro saluto al compagno Raimondi, e le più sincere condoglianze – conclude la nota – a Paola Tavoschi, professoressa anch’essa, sua compagna di vita dal 1959, data del loro matrimonio. Ci mancherai”.

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