Monfalcone: chiesto accesso agli atti per Guardia Medica

25 Maggio 2022

MONFALCONE. Dal Fvg la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato nazionale del settore che in regione conta più di 300 iscritti con segretario regionale il dottor Fernando Agrusti) con la sua Segreteria Provinciale di Gorizia guidata dalla dottoressa Adriana Fasiolo ha posto l’attenzione su una situazione sanitaria dalla rilevanza nazionale.

C’è infatti preoccupazione per quanto successo a Monfalcone dove è stato assegnato, vista la carenza di medici, il servizio di continuità assistenziale (meglio nota come Guardia Medica), per 6 mesi a una cooperativa. Pronto il sostegno anche del sindacato nazionale con Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale: “Continuità Assistenziale affidata a privati, chiederemo accesso agli atti. A Monfalcone situazione grave e il rischio di contrarre le prestazioni di assistenza ai cittadini”.

«Condividiamo le preoccupazioni della segreteria provinciale Finmg Gorizia e abbiamo già dato mandato al nostro ufficio legale affinché, tramite un accesso agli atti, si possa fare chiarezza sulle modalità di gestione di un servizio centrale nell’assistenza ai cittadini». Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale, commenta così il caso che investe l’ex Guardia Medica (oggi Continuità Assistenziale) sollevato dalla Fimmg di Gorizia e ripreso da diverse testate giornalistiche.

Maio chiarisce che «la richiesta di accesso agli atti servirà a comprendere se l’Azienda abbia espletato tutte le procedure previste dalle norme vigenti per l’attribuzione degli incarichi e la copertura del Servizio nell’ambito della Medicina Generale, e quindi nell’ambito del Ssn, o vi siano state condotte omissive. Viene da chiedersi: se esiste una reale carenza, come mai una azienda privata riesce a individuare quei medici da destinare al servizio che invece l’azienda sanitaria afferma di non trovare? Se il servizio verrà espletato sempre da medici, mi chiedo perché non si sia provveduto ad assumerli secondo le ordinarie procedure di inserimento nell’ambito del Servizio sanitario nazionale?».

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