Michele Mian svela all’Efa Village i segreti del basket

5 Settembre 2019

LIGNANO. È in pieno svolgimento Eu T@P-in, il progetto di scambio internazionale giovanile elaborato dall’associazione di promozione sociale e culturale Klaris. L’iniziativa, realizzata con il sostegno del programma dell’Unione Europea Erasmus +, coinvolge entità associative sportive universitarie di tre Paesi – Italia, Polonia e Ucraina – e ha preso il via lo scorso 31 agosto per concludersi il prossimo 8 settembre nel villaggio turistico Bella Italia Efa di Lignano Sabbiadoro.

A Eu T@P-in partecipano tre gruppi di una ventina di ragazze e ragazzi ciascuno: il primo è espressione del Centro sportivo dell’Università statale Precarpatica Vasyl Stefanyk di Ivano-Frankivs’k (Ucraina), il secondo è composto da appartenenti al Club sportivo Agh Krakow, che aderisce all’Associazione sportiva accademica dell’Università di Scienze e Tecnologia Agh di Cracovia (Polonia) e il terzo costituisce una sorta di rappresentativa regionale del Friuli-VG, allestita dal Cus Udine in collaborazione con la Società ginnastica triestina.

Mian con il gruppo Ktakow

Ogni giorno i sessanta partecipanti sono protagonisti di laboratori tematici, allenamenti e giochi formativi, all’insegna dell’educazione interculturale, della valorizzazione del protagonismo giovanile, dell’educazione informale, della consapevolezza civica europea, dello sport e dell’ambiente. Mercoledì 4 settembre il progetto dell’associazione Klaris ha compiuto il giro di boa con l’intervento di un formatore speciale, l’ex cestista friulano Michele Mian, che si è confrontato con i ragazzi sia su aspetti tecnici della pallacanestro che sulla sua esperienza sportiva ed umana e su ciò che si può imparare e scoprire giocando a basket, riprendendo così alcuni degli argomenti chiave dell’intero progetto.

Training con Mian

Eu T@P-in, il cui nome corrisponde a European Training @ Pineta e si riferisce ad un particolare gesto tecnico del basket (il tap-in, la realizzazione di un punto correggendo al volo a canestro un rimbalzo dopo un tiro sbagliato), si basa proprio sull’idea che lo sport rappresenta un importante strumento di educazione non formale e che la stessa pratica sportiva è di per sé esperienza formativa ed educativa, in quanto concorre all’acquisizione e allo sviluppo di competenze e conoscenze personali, valide in contesti vari e differenziati.

Si tratta di considerazioni teoriche che trovano conferma proprio nelle attività in corso di realizzazione, coerentemente con gli obiettivi generali del programma Erasmus+, che si propone di promuovere quei valori e quei principi che sono sintetizzato nel motto “unità nella diversità”: cultura pace e dialogo interculturale, convivenza, socialità, diritti fondamentali, coscienza civica europea.

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