Mereto, l’unico Comune italiano al meeting contro i trattati di libero scambio

7 Maggio 2016

MERETO DI TOMBA. Numerosi sindaci, membri dei consigli comunali e regionali di tutta Europa, del Parlamento europeo ed esperti si sono trovati a Barcellona per l’incontro paneuropeo di “Autorità locali e nuova generazione di trattati di libero scambio” durante il quale si sono discusse strategie di dissenso ai diversi accordi commerciali che minacciano l’autorità degli enti locali. “Trattati commerciale nati alle spalle dei cittadini come il TTIP (libero scambio in corso di negoziato dal 2013 tra l’Unione europea e gli Stati Uniti) e il CETA (tra Canada e l’Unione Europea) minacciano i diritti dei cittadini, servizi pubblici, la tutela dei consumatori e possono ridurre ancora di più l’autonomia degli enti locali e la propria sovranità per gestire la salute, l’ambiente, i servizi sociali, l’istruzione o il cibo” sottolinea Walter Mattiussi, consigliere comunale che ha rappresentato l’Amministrazione di Mereto di Tomba (unico comune italiano invitato) nell’incontro.

barça“Entro breve proporrò al consiglio comunale una mozione per esprimere la nostra preoccupazione per gli accordi commerciali previsti dal TTIP, come già hanno fatto altri municipi friulani, europei e statunitensi – dice Massimo Moretuzzo, sindaco di Mereto di Tomba -. Sono infatti più di 1.500 i comuni in tutta Europa e Stati Uniti che si sono dichiarati contrari a questi accordi commerciali”. “Se il TTIP sarà approvato così com’è, i comuni si troveranno di fronte al rischio molto consistente di bloccare ogni tentativo di sviluppo sostenibile locale – continua Mattiussi -. Non sarà possibile limitare l’uso di tecniche considerate pericolose come alcuni pesticidi, OGM e, sicuramente, saranno penalizzate le denominazione di origine controllata e i progetti virtuosi come quello della filiera del pane che il nostro comune, assieme a Basiliano, Flaibano e Sedegliano porta avanti”.

Alla fine dei due giorni rappresentanti di Vienna, Siviglia, Birmingham, Colonia, Bruxelles, Corfù, A Coruña, Madrid, Grenoble e Mereto di Tomba, tra gli altri, hanno firmato la “Dichiarazione di Barcellona” che prevede la sospensione dei negoziati per gli accordi e richiede che i comuni mantengano la sovranità in settori che potrebbero essere messi a repentaglio. Altra proposta condivisa da Mattiussi e Valentina Guerra, giovane laureata all’Università di Udine proprio con una tesi sul progetto di filiera del Medio Friuli, è quella di creare una rete tra i comuni per collaborare e soddisfare le esigenze dei cittadini in netta opposizione ad accordi che faciliteranno principalmente le imprese multinazionali. “Vogliamo essere ascoltati e informati dalle decisioni prese a Bruxelles che incideranno direttamente sulla nostra vita quotidiana e sui diritti dei nostri concittadini. In risposta proponiamo una rete di progetti virtuosi e buone prassi che ci permettano di dare ossigeno alle nostre piccole e medie imprese e un futuro sostenibile alle prossime generazioni”, dichiarano entrambi.

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