“Meno Iva ai Comuni: più lavori pubblici” dice Martines

1 Marzo 2018

PALMANOVA. “Se prima i comuni potevano realizzare 4 chilometri di strade o marciapiedi, ora ne potranno sistemare 5”. Un calcolo semplicissimo ma che ben spiega l’impatto che la proposta di Francesco Martines potrebbe significare per le nostre città: l’Imposta sul valore aggiunto pagata dai comuni per realizzare opere pubbliche sia abbattuta dal 22% al 2%. Ciò significherebbe liberare ingenti risorse per asfaltare strade, fare manutenzioni, rifare marciapiedi adatti anche a disabili e passeggini, sistemare giardini pubblici e intere zone delle città rimaste nell’incuria e nel degrado.

Francesco Martines,candidato al collegio uninominale 3 di Udine e provincia, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, continua la sua battaglia da Sindaco a favore del territorio. E spiega: “Forse non tutti lo sanno, ma anche le amministrazioni comunali (che fanno parte dello Stato), pagano le tasse allo Stato. E tra queste l’Iva è un costo importante, non potendola detrarre. Serve un piano nazionale di intervento che semplifichi la burocrazia e che dia risorse ai comuni per completare i tanti progetti che hanno bisogno di essere realizzati. A Roma dobbiamo portare una logica diversa, la logica della buona amministrazione, la logica del fare e del fare subito. Come amministratore locale ho sempre combattuto per questo. Le persone chiedono risposte, concrete e rapide. E su questo non posso che essere al loro fianco”.

Una detassazione che non farebbe bene solo alle nostre città ma anche alle imprese del territorio e all’occupazione. Città decorose e aziende che assumono lavoratori da impiegare nelle opere pubbliche. Una soluzione che aumenterebbe a sua volta il giro d’affari delle imprese e che, di fatto, ripagherebbe da sola le minori entrare legate alla diminuzione dell’iva. Un progetto quindi equilibrato che darebbe un’ulteriore spinta alla ripresa economica che i dati ISTAT certificano già.

Nei giorni scorsi il candidato aveva anche proposto: ”Il luogo di nascita sulla carta d’identità non sia più il luogo fisico, quasi sempre l’ospedale dove avviene il parto, ma il luogo degli affetti e della famiglia, dove una persona, presumibilmente, crescerà e contribuirà alla vita sociale della comunità, dove i genitori risiedono e decidono, se lo vogliono, di registrare il nascituro all’anagrafe. Nell’Italia dei campanili, ogni paese, piccolo o grande che sia, deve poter riconoscere i propri figli. Così facendo rinsaldiamo i legami interni alle singole comunità e rafforziamo il senso di appartenenza”.

E ancora: “I migranti lavorino gratis per la comunità che li ospita. A Palmanova già lo fanno. Il progetto sia esteso a tutti i comuni d’Italia“. Martines ha infatti ricordato che ”è dal 2015 che i 50 migranti ospitati a Palmanova lavorano gratuitamente e volontariamente per la comunità che li sta ospitando. E questo ha permesso ai cittadini della città stellata di accettare la loro presenza e ai richiedenti asilo di ripagare l’accoglienza con il proprio impegno e con il proprio lavoro, diventando da possibile problema a risorsa per il territorio. Come Sindaco ho sempre creduto che il lavoro sia la migliore forma di integrazione“.

Sulla riforma sanitaria: “Questa riforma regionale vede lontano e crea strumenti per prepararci alle esigenze future di una popolazione sempre più vecchia trasferendo servizi sul territorio. La candidata del centro destra Laura Stabile quando critica la riforma lo fa tenendo conto solo della realtà triestina, dove il tessuto sociale, amministrativo e dei servizi è più complesso e necessita di tempi più lunghi per ottenere risultati che in altre parti della regione sono già visibili“. In altre parti della regione, alcune esperienze di servizi territoriali sono già operative, con ottimi riscontri, come ad esempio nella Bassa friulana“.

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