Maurmair: “Fvg bersaglio d’una linea neocentralista”

14 Luglio 2020

UDINE. La bocciatura di due leggi regionali del Friuli-Venezia Giulia da parte del Governo «è l’ennesima dimostrazione dell’assoluta indifferenza nei confronti dell’autonomia della Regione, bersaglio di una linea neocentralista insensata attraverso una delibera di impugnazione che vaneggia di presunte discriminazioni e volontà di emulazione da parte delle Regioni ordinarie, dimostrando di non capire o peggio disprezzare la natura di Regione speciale del Friuli-Venezia Giulia – commenta il presidente del Patto per l’Autonomia Markus Maurmair –. La nostra autonomia è stata messa in discussione ancora una volta dal Governo, senza rendersi conto delle conseguenze di queste decisioni».

Nel mirino di palazzo Chigi è finito, per esempio, l’articolo sulle reggenze delle segreterie comunali nei municipi al di sotto dei 3 mila abitanti, questione che la Giunta regionale ha cercato di risolvere ricorrendo a una “scorciatoia” normativa. «La Giunta regionale non può nascondere, però, le proprie colpe dietro l’attacco del Governo – evidenzia il segretario Massimo Moretuzzo -: passati due anni dall’inizio della legislatura, bisognava trovare una soluzione organica e seria a questa annosa questione. L’escamotage normativo non poteva comunque rappresentare la soluzione definitiva». Una soluzione che per Maurmair si potrebbe individuare «qualora l’amministrazione regionale lavorasse in sinergia con la Commissione Paritetica, come più volte stimolato dal Patto per l’Autonomia in ordini del giorno approvati».

E ancora, la bocciatura del Governo rispetto al taglio delle tasse comunali pensato per aiutare le aziende previsto dalla legge omnibus, in particolare la riduzione di Tari, Cosap e Tosap nella parte in cui i Comuni sono obbligati a coprire il minor gettito con risorse proprie o regionali, «comporterà ritardi e danni ai cittadini di tutto il territorio», afferma il presidente del Patto per l’Autonomia. «Anche in questo caso rimangono numerose perplessità – aggiunge il segretario Moretuzzo –: perché deve essere la Regione a dire come usare i propri fondi ai Comuni? Assegnando loro le risorse aggiuntive per interventi propri senza vincoli di utilizzo, questo problema non ci sarebbe stato».

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