Malga Pramosio si chiamava e si chiamerà Promosio

29 Maggio 2022

TRIESTE. Ripristinare il nome storico del compendio di proprietà regionale di Malga Promosio. Lo ha chiesto con una mozione approvata dall’Aula il consigliere della Lega, Luca Boschetti, che, nel suo intervento, ha ricordato come “le malghe costituiscano un patrimonio legato alla tradizione della economia pastorale della montagna con un valore identitario per i paesi della transumanza. In particolare la Malga Promosio rappresenta un punto di riferimento storico per la bellezza del luogo e per gli avvenimenti drammatici accaduti il secolo scorso: dall’ uccisione della portatrice Maria Plozner Mentil alla strage nazifascista del 1944, in cui trovò la morte anche il proprietario Andrea Brunetti”.

L’esponente della Lega ha spiegato che “la via che porta da Cleulis alla Malga è intitolata ai “Martiri di Promosio” e la fondamentale “Guida della Carnia” di Giovanni Marinelli pubblicata nel 1898 presenta ben dodici citazioni della malga identificata come Promosio. Molti libri, tra cui quello di Gino Piva “Su per la Carnia” del 1932 e quello di Pio Paschini “Notizie storiche della Carnia” del 1928, fanno riferimento alla Forcella e al Passo di Promosio. Inoltre il volume “La Patria era sui monti” di Chino Ermacora, pubblicato da La Panarie nel 1945, dedica un capitolo proprio alla Malga Promosio”.

“Dal 1971 la malga è proprietà della Regione, i cui uffici, forse per errore, modificarono il toponimo in Pramosio, ma la popolazione di Timau ha continuato a chiamare la malga Promos, nel rispetto della lingua e della tradizione popolare. La Società Filologica Friulana, in risposta alla richiesta di un parere sull’utilizzo corretto delle denominazioni Promosio ovvero Pramosio, con una analisi precisa e puntuale firmata dal Presidente Prof. Federico Valerio, specificando che la denominazione friulana tuttora in uso è Promos (in italiano trova il corrispettivo Promosio), spiega –conclude Boschetti- che “La forma più corretta da utilizzare è in definitiva, Promos/Promosio”.

In merito, va registrata la soddisfazione del capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo per l’approvazione della mozione. «Non si tratta soltanto di una lettera che cambia: recuperare il toponimo antico è segno di rispetto per le radici e la memoria di un popolo – commenta Moretuzzo –. È un atto di giustizia nei confronti di una comunità che, per generazioni, ha chiamato nel modo antico la sua malga, dove, nel 1944, si consumò il noto eccidio. Il ripristino del nome storico è un atto di riconoscimento delle diversità e della nostra identità plurale».

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