L’ultimo saluto a Maurizio

30 Aprile 2012

Gli Operatori della Croce Rossa di Palmanova si uniscono nel dolore dei familiari, amici e colleghi di Maurizio Pittioni, venuto a mancare in questi giorni a soli 53 anni. Ex Direttore del settore Diffusione del quotidiano Messaggero Veneto, era molto impegnato in ambito sportivo, culturale e sociale, ed in particolare in Croce Rossa, dove ha ricoperto diversi incarichi tra cui la guida dell’Associazione nella provincia di Udine. Maurizio, nel lontano 1989 insieme al Generale Sgrò, contribuì alla nascita del gruppo Volontari del Soccorso C.R.I. a Palmanova. Allora Maurizio era Ispettore per la provincia di Udine dei V.d.S. C.R.I. e sua moglie Flavia una monitrice che contribuì a organizzare il primo corso di reclutamento V.d.S. a Palmanova.

Maurizio rientrò in Croce Rossa nel 2004 con il ruolo di Commissario provinciale della C.R.I. di Udine ed insieme al prof. Luciano Andrian, posarono la prima pietra per la costituzione del Comitato Locale della C.R.I. di Palmanova. Come saluto e segno di affetto per Maurizio vogliamo proporvi un ricordo personale della Prof.ssa Linda Napolitano, che come prima Ispettrice del Gruppo Volontari del Soccorso di Palmanova, ebbe modo di conoscere e lavorare strettamente con Maurizio per la nascita della Croce Rossa nella città stellata.

L’ultimo saluto a Maurizio è stato dato sabato 28, nella chiesa di Sant’Anna a Paparotti (Udine), gremita da una folla di parenti, amici e colleghi. Numerose, durante il rito, le testimonianze di affetto promunciate in sua memoria. Al termine del rito sono stati raccolti dei fondi per l’acquisto – secondo il desiderio espresso dalla famiglia – di un defibrillatore da donare alla società sportiva Pradamano, di cui Pittioni era stato tra i dirigenti.

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Dunque, Maurizio, anche tu te ne sei andato.

Inizia appena oggi il rito della primavera, dopo tanto freddo e tanta pioggia: e tu non hai neppure aspettato che il sole si scaldasse un pò di più, che ci rendesse un pò più forti nell’accettare questa tua partenza improvvisa, inattesa, assolutamente precoce. Così, in pochi giorni ci hai lasciato, discretamente, senza far rumore, con quella levità che, nonostante la tua stazza non da poco, mettevi in ogni cosa che facevi, leggerezza nel muoverti, nel parlare, nel sorridere. Quella leggerezza, quella discrezione ha contato tanto, sai, nella composizione straordinaria che ha portato, 23 anni fa, nel 1989, alla costruzione del primo Gruppo Volontari del Soccorso di Palmanova. Un gruppetto di una quindicina di noi, tutte donne, con quell’altro essere grande che non c’è più, Vincenzo Sgrò, unico uomo a far da guardiano delle oche.

Tu, Flavia, Massimo, venivate giù da Udine a farci da monitori nel corso di primo soccorso. Molto hai contato tu in quel particolare mixage che ha portato tutte noi, settimana dopo settimana, a credere sempre più nell’importanza di quello che stavamo facendo e a voler investire nella costruzione da zero di un Gruppo C.R.I. (eravamo pazze? Con tutto l’impegno che avrebbe comportato!). Certo, mi diresti con quella calma riflessiva che mettevi nelle tue risposte, nulla si fa per merito di una persona sola e dunque non è per solo merito tuo che esiste una C.R.I. a Palmanova.

E io sono d’accordo, Maurizio, hai ragione (perché era cosi facile darti ragione?). Nella costruzione del Gruppo abbiamo contato tutte noi, certamente, quelle quindici donnette sognatrici; hanno contato i medici, Cecilia, Mario, Luciano, che perdevano ore la domenica mattina a spiegarci la “teoria”, come funziona un apparato respiratorio e com’è fatto il sistema nervoso; ha contato l’impegno di Flavia e di Massimo a buttarsi per terra ogni mercoledì sera per farci da cavie e a correggerci su come fare una posizione laterale di sicurezza, una fasciatura o una steccatura. Hanno contato le “Sorelle” (soprattutto la Pesce) nel trasmetterci il senso dell’etica C.R.I.. Ha contato perfino il rapporto tuo e di Flavia, allora fidanzati, nel dimostrarci come quell’etica potesse diventare uno stile concreto di vita, da mettere in ogni scelta e in ogni gesto. Ha contato anche l’autorevolezza arcigna ed “alpina” di mio suocero, Lorenzo Valditara, allora Presidente del Comitato C.R.I. di Udine. Ha contato la Sezione Alpini di Palmanova, con cui tanto abbiamo collaborato.

Ma hai contato anche tu, allora Ispettore Provinciale V.d.S., nell’accogliere quietamente, saggiamente il nostro sogno che prendeva forma, l’idea di poter “varare” un Gruppo V.d.S. anche nella Bassa. E tanto più, per me, che poi sono stata il primo Ispettore del Gruppo, hanno contato la tua calma, la tua saggezza. No, non era pazzia, giorno per giorno, con umiltà e con la collaborazione di tutti l’avremmo fatto, ci avremmo provato. Mi dava una grande sicurezza e fiducia che tu fossi tanto tranquillo e prudente nel condividere il nostro sogno. Ti ho visto per l’ultima volta poco più di un anno fa, nel Salone d’Onore del Municipio di Palmanova: da 11 anni avevo lasciato la C.R.I., dopo 12 di servizio, ma quello che vi ho imparato aveva preso forma in un libro che quella sera si presentava, “Pietra filosofale della salute. Filosofia antica e formazione in medicina”. Una ventina d’anni di esperienze fatte sul lavoro, certo, io che insegno Filosofia all’Università, ma anche fuori, con voi V.d.S. prima di tutto e poi nelle strutture sanitarie a fare formazione al personale. E fra tanti amici che mi facevano festa, eccoti lì anche tu, una magnifica sorpresa: e accanto a te, appassionato di filosofia, tuo figlio (il figlio tuo e di Flavia) a segno concreto del tempo passato e delle belle cose costruite giorno dopo giorno. Mi hai dato una gioia grande a venire, Maurizio, e mi dispiace di averti dovuto salutare in fretta. Non eri cambiato: erano lì il tuo sorriso pacato, la tua tranquillità.

Grazie di cuore per essere venuto quel giorno, grazie per tutto quello che mi hai dato. Grazie per quello che hai dato a tutti noi, V.d.S. di Palmanova.

Difficile per tutti noi e tanto più per tua moglie e i tuoi figli accettare di non vedere più il tuo sorriso: ma che non si riesca a ricordarti se non sorridente vorrà pure dire qualcosa… Che la terra che ti ricopre sia leggera su di te, Maurizio, come tu, con quel tuo gran corpo fermatosi troppo presto, sei stato sempre leggero e discreto nel calpestarla.

Linda Napolitano Valditara

Palmanova, 25 aprile 2012

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