Lo sport e il dopo-trapianto

7 Ottobre 2014

LATISANA. “Oggi è ampiamente dimostrato che gli individui che sono stati sottoposti a trapianto di organo possono recuperare una buona qualità di vita e da sempre l’attività sportiva rappresenta, per molti trapiantati, un percorso di recupero e benessere, ma anche un mezzo per testimoniare l’efficacia del trapianto”: è quanto emerso nel corso dell’ultimo consiglio regionale dell’AIDO, associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, svoltosi a Latisana sotto la presidenza di Fiorella Bernabei, presenti, tra gli altri, i dirigenti nazionali Daniela Mucignat e Daniele Damele e i presidenti provinciali di Udine, Salvatore Saccoia, Pordenone, Marilaura Martin, e Trieste e Gorizia, Fabio Venchi (subentrato a Renato Marcolin deceduto pochi mesi fa).

“Riappropriarsi della funzionalità del proprio corpo dopo un trapianto d’organo rappresenta una tappa fondamentale e praticare un’attività fisica e sportiva contribuisce notevolmente a raggiungere questo obiettivo. Lo sport può, quindi, fungere da terapia ed è fondamentale anche per sentirsi meglio a livello psichico”: è stato detto sottolineando come “esistono numerosi sport che possono essere praticati per svago dai trapiantati, come nuoto, jogging, ginnastica, sci di fondo, tuttavia, se scrupolosamente seguiti dal proprio medico, i trapiantati possono praticare sport anche a livello agonistico partecipando a gare e manifestazioni e raggiungendo ottimi risultati”.

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