L’Italia boccia Krško

31 Maggio 2022

TRIESTE. Esprime soddisfazione il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo alla notizia che la Commissione Via – Valutazione di Impatto Ambientale italiana ha dato parere negativo, nell’ambito della Via transfrontaliera, per il prolungamento del ciclo di vita della centrale nucleare slovena di Krško dal 2023 al 2043. Una presa di posizione importante, ma che non mette ancora il punto alla questione.

Il pronunciamento, infatti, non ha implicazioni formali per la Slovenia, che continua a ragionare sul possibile raddoppio della centrale. In questo senso, il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia – che più volte in aula ha invitato le istituzioni statali e locali ad avviare tutte le azioni necessarie affinché le centrali nucleari non rappresentino una minaccia per la sicurezza delle comunità – continuerà a «monitorare una situazione che rischia di avere conseguenze pesantissime per la nostra regione a causa di molteplici elementi di criticità: dall’elevato rischio sismico, poiché l’impianto si trova su faglie attive, alla gestione delle scorie radioattive della centrale, attualmente depositate in una piscina nell’area della centrale», afferma il capogruppo Moretuzzo.

Serracchiani (Pd), il ’no‘ è buon senso
Così la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani accoglie il parere negativo della commissione Via.

“La decisione di dare l’alt alla centrale di Krsko era auspicata e attesa, anche alla luce di qualificati pareri scientifici. Troppe volte abbiamo dovuto preoccuparci per la sicurezza di quell’impianto per poterne accettare serenamente il raddoppio. E sia chiaro che questa posizione non ha nulla di ideologico, ma si nutre di analisi approfondite e di un diffuso buon senso. Sappiamo di aver bisogno di fonti alternative a quelle fossili, soprattutto dopo le decisioni sugli approvvigionamenti dalla Russia, ma questo deve essere incentivo a progredire non a tornare indietro. Guardiamo all’idrogeno, alle rinnovabili, prosegua la ricerca per l’energia pulita da fusione ma no a superati e rischiosi impianti nucleari”.

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