L’inquinante centrale di Tuzla più potente? Interrogazione

10 Gennaio 2021

BRUXELLES. “Durante il summit tra la Cina e i paesi dell’Europa centro-orientale, la China Exim Bank – si legge in una nota dell’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi – ha accordato al governo bosniaco un prestito pari all’85% dei 720 milioni di euro previsti per l’importante espansione della centrale di carbone da 715 megawatt, con sei unità costruite tra gli anni Sessanta e Settanta, a Tuzla, in Bosnia-Erzegovina. Mentre i rimanenti 75 milioni sarebbero a carico di banche europee tra cui Intesa San Paolo.

La centrale di Tuzla è uno dei più grandi impianti a carbone dei Balcani e tra le principali fonti di inquinamento non solo della Bosnia-Erzegovina, ma dell’intera regione. Da anni gli abitanti protestano contro l’inquinamento generato dall’impianto. La Bosnia-Erzegovina, che ha presentato la sua richiesta di adesione all’Ue nel febbraio 2016, è firmataria dell’Energy Community Treaty che si pone l’obiettivo di integrare i mercati energetici dei paesi vicino all’Ue con quello unico europeo e prevede significativi paletti in materia ambientale. Il progetto finanziato dalla China Exim Bank e da alcune banche europee sembra ben poco in linea con i principi del Green Deal”.

L’europarlamentare ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere se “ritenga compatibile l’espansione della centrale di Tuzla alla luce dell’Energy Community Treaty e se la scelta della Bosnia-Erzegovina di espandere la centrale a carbone avrà ricadute sul suo iter di adesione all’Ue”.

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