Legambiente Fvg sulla linea Trieste-Mestre più veloce

22 Luglio 2020

UDINE. ”La velocizzazione della linea Mestre-Trieste, dotata dei moderni sistemi di controllo Ertms, rappresenta – Legambiente Fvg interviene sul tema con un comunicato – un miglioramento imprescindibile per spostare una parte consistente del traffico merci dalla gomma alla rotaia, trasferimento ancora più necessario considerati gli obiettivi dell’Unione Europea di raggiungimento della neutralità carbonica al 2050 e le relazioni transfrontaliere che caratterizzano il Corridoio Mediterraneo Ertms della rete europea Ten-T. Anche il traffico passeggeri ne trarrà beneficio, riducendo i tempi di percorrenza, anche se questi saranno meno evidenti per i treni locali, per i quali rivestono pari importanza la frequenza del servizio, la puntualità e la presenza di servizi a terra (parcheggi sicuri per le bici, coordinamento orari con il Tpl…).

L’opera deve però eliminare – si aggiunge – decine di passaggi a livello, risolvere problemi di impatto acustico, ambientale e paesaggistico, modificare percorsi in alcune tratte urbane, attraversare i fiumi più importanti della regione tra i quali il Tagliamento, il cui percorso investe un’area soggetta a rischio idraulico. Per Legambiente è pertanto importante la fase di informazione, coinvolgimento e ascolto dei territori al fine di minimizzare gli impatti nei tratti più sensibili (es. centri urbani), creare condivisione attorno all’opera ed evitare poi i ‘tempi lunghi’ nella fase di esecuzione e messa in esercizio.

Ed è proprio in base all’importanza dell’ascolto e agli esiti del vecchio progetto di Alta Velocità, bocciato per il rilevante impatto, che Legambiente, nel merito del tracciato, esprime sin d’ora – si sottolinea – forti contrarietà sul previsto collegamento Ronchi-Aurisina, una variante di 23 km quasi totalmente in galleria e invita la Regione e Rfi a esaminare prioritariamente ogni possibile alternativa di potenziamento della linea attuale. Saper investire nella mobilità sostenibile, dopo la fase di lockdown, misura la capacità delle istituzioni ai diversi livelli di riuscire a condividere e perseguire una traiettoria di decarbonizzazione veloce nel trasporto di persone e merci, che consideri l’intero sistema dei trasporti (ferrovie, strade, porti, piste ciclabili, i nodi di interscambio…), le aree urbane e le aree interne, i poli produttivi e chiuda con alcune suggestioni del passato (autostrada Cimpello – Gemona).

I cittadini faranno la loro parte – si conclude – quando gli obiettivi, in risposta alle emergenze, sono chiari, come del resto hanno dimostrato di saper fare durante la fase di distanziamento sociale. E il clima che cambia rapidamente è l’emergenza per antonomasia”.

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