Latterie Friulane: dopo quasi cinque anni solo assoluzioni

29 Maggio 2019

UDINE. Si è finalmente conclusa la lunga vicenda giudiziaria di Latterie Friulane che si è trascinata, attraverso diversi momenti processuali, per quasi cinque anni. Dopo gli 11 imputati (per i fatti del giugno 2014 che avevano portato anche alla chiusura temporanea dello stabilimento) già assolti con precedenti sentenze, anche gli ultimi sei imputati rimasti (per fatti del dicembre 2013) escono puliti dalla vicenda che, oltre alle conseguenze umane e sociali che hanno interessato le persone coinvolte, ha pure portato alla crisi economica della cooperativa, con il passaggio di mano della proprietà dello stabilimento di Campoformido.

«Spiace notare che questa lunga vicenda giudiziaria, largamente ridimensionata dall’esito processuale, abbia nei fatti determinato la crisi di una così importante realtà produttiva regionale – sottolinea con amarezza, Flavio Sialino, presidente di Confcooperative Udine -. Tanto più risalta l’impegno di amministratori e soci che hanno operato con serietà e professionalità per far prima ripartire la produzione e, poi, individuare un partner industriale adeguato, di livello internazionale, per dare sbocco e continuità alla più significativa realtà lattierocasearia del Fvg».

«Con questa sentenza – aggiunge Giuseppe Varisco, presidente della cooperativa degli allevatori conferitori dello stabilimento di Campoformido – si avvia verso la fine una travagliata vicenda. Le conclusioni processuali parlano da sole. Un ringraziamento va fatto, sicuramente, ai soci allevatori che hanno continuato a credere nella cooperativa, sostenendola nei momenti anche più complessi. Inoltre, in tutti questi anni, la cooperativa è rimasta un attore fondamentale per la zootecnia regionale; ha trovato un partner industriale che ne ha garantito il futuro produttivo con solidità e coerenza e ha tutelato la stabilità del reddito degli allevatori soci e, conseguentemente, il futuro di una parte di rilievo di un comparto storico dell’agroalimentare regionale».

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