Lamorgese a Trieste. Proposta di Martines per i migranti Shaurli stigmatizza Fedriga

8 Settembre 2020

TRIESTE. “La questione immigrazione esiste e va affrontata. Questa Regione non va oltre alle critiche al Governo. È assente davanti alla gestione del problema, riducendo tutto a scontro politico senza soluzione”. Questo il pensiero espresso da Francesco Martines, Sindaco di Palmanova, davanti al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, oggi in visita a Trieste. “L’incontro con il Ministro è stato utile. Abbiamo trovato – aggiunge – una persona concreta e decisa. A lei abbiamo presentato la situazione in regione: qui si manifesta lo sfilacciamento tra i soggetti preposti alla gestione e la freddezza della Regione nel partecipare a questa gestione. Cosa che, di fatto, autorizza i sindaci a non farsi carico del problema. Il numero dei migranti, soprattutto minori, è rimasto su per giù stabile negli anni. Ora è la gestione, complicata anche dal problema Covid, ad aggravarne la situazione”.

Dal Sindaco di Palmanova arriva una proposta operativa: “Venga ripristinato il tavolo tecnico di concertazione, presieduto dal Prefetto di Trieste, a cui partecipavano Regione e comuni. Grazie a questo strumento, che si riuniva periodicamente in epoca Serracchiani, si gestiva il complicato sistema di prima accoglienza dei migranti, in accordo con i singoli comuni e coordinati dalla Regione. Senza gestione assistiamo al caos che stiamo vedendo in questi mesi”. E conclude Martines: “Il Ministro, nel suo intervento, ha annunciato che i controlli alle frontiere verranno rafforzati, ma ha chiesto anche collaborazione e progettualità ai comuni nel riattivare i sistemi di accoglienza e integrazione”.

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“La ministra Lamorgese è arrivata in Regione per mettere al centro dell’attenzione l’emergenza umanitaria della rotta balcanica, per prendere atto della situazione e proporre soluzioni e impegni. Non è certo venuta in felpa a fare campagna elettorale”. Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando la visita della ministra dell’Interno a Trieste e le reazioni del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

“Ci si aspettava altrettanta serietà istituzionale e per una volta – aggiunge l’esponente dem – voglia e capacità di affrontare i problemi dal Presidente della Regione. Si è scelta come sempre la propaganda, il ‘non ci interessa’ come organizzarsi, come aiutare i nostri sindaci e gli esseri umani. Si è scelto il comodo ‘noi chiudiamo i confini’, tanto facile da dire quanto impossibile da fare. Come sempre per un Fedriga a corto di idee, e dopo oltre due anni di governo anche a corto di risultati, è più semplice attaccare gli amministratori locali di centrosinistra che chiedono soluzioni umane e dignitose”.

Per Shaurli “le migrazioni e la rotta balcanica sono un problema epocale e non sono certo le minacce di un leghista di provincia che le fermeranno. Serve uno Stato vicino e soprattutto serve un’Europa che ne prenda piena coscienza e affronti il problema e l’emergenza umanitaria a partire dalla sua porta d’ingresso, la Croazia”.

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“Vedremo se Fedriga vorrà consapevolmente reiterare l’ordinanza di Musumeci, già riconosciuta illegittima e annullata dal Tar Sicilia, e se sarà pronto a subirne le conseguenze. In ogni caso questa minaccia chiarisce definitivamente che a Fedriga non interessa quel che può ottenere per la nostra regione, ma solo la campagna elettorale della Lega contro il Governo a livello nazionale”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, commentando la minaccia del presidente Fvg Massimiliano Fedriga che si è detto pronto ad adottare un’ordinanza come quella del presidente della Sicilia Nello Musumeci, che aveva inutilmente ordinato la chiusura dell’hotspot di Lampedusa. “Se arriveranno più uomini – aggiunge Serracchiani -, se ci saranno più controlli e collaborazione più stretta con la Slovenia lo dovremo alla ministra Lamorgese. Se i nostri Comuni continueranno a essere abbandonati dalla Regione nei momenti di emergenza – conclude – si sappia che Fedriga può aiutarli, ma non lo fa perché è in campagna elettorale permanente”.

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