L’alluvione è dietro l’angolo Serve un drenaggio efficace

29 Ottobre 2013

UDINE. A 50 anni dalla tragedia del Vajont e a 10 dal disastro in Valcanale-Canal del Ferro il rischio del dissesto in Friuli resta alto. Indispensabile l’impegno delle amministrazioni. Hauraton Italia, azienda produttrice di sistemi di drenaggio, promuove il confronto con un convegno sul tema “Tecnologia avanzata per il drenaggio delle acque meteoriche”. L’appuntamento è per Mercoledì 30 ottobre alle 15, al Centro convegni – Palazzo delle professioni in Via Cjavecis 3 a Udine.

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9 ottobre 1963: la frana del Monte Toc invade la valle del Vajont, cancellando tutti i Paesi nei dintorni di Longarone, a cavallo tra il Veneto e il Friuli. 1910 morti. 29 agosto 2003: sette comuni della montagna friulana spazzati via dalla furia dell’acqua. Due morti, 600 sfollati e danni pari ad oltre 500 milioni di euro. Fotografie indimenticabili, scattate nella convinzione che simili tragedie non si sarebbero più dovute ripetere. Eppure il rischio c’è ancora, nel Friuli come nel resto del Paese, causa l’elevato dissesto idrogeologico e una inadeguata attività di manutenzione dei sistemi drenanti e più in generale della rete viaria nazionale. L’emergenza dunque è dietro l’angolo. Hauraton Italia, azienda specializzata nella produzione di canali di drenaggio per la raccolta e il trattamento delle acque di superficie, promuove un momento di riflessione sul tema, invitando gli addetti ai lavori a comprendere il problema e a trovare le giuste soluzioni. Fondamentale la prevenzione, in primis da parte delle amministrazione, chiamate a mettere in campo tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza dei cittadini.

“Fino a quando si utilizzeranno sistemi drenanti inadeguati, le nostre città continueranno ad essere perennemente a rischio alluvioni” così Toni Principi, membro del direttivo AISES (Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza), nonché direttore generale della Hauraton Italia, denuncia la situazione del nostro Paese. “Il problema è che in Italia manca una cultura diffusa sull’importanza che i sistemi di drenaggio hanno per la sicurezza dei cittadini. Serve consapevolezza. Solo così sarà possibile prevenire le future emergenze”. Ed è proprio dal Friuli che questa consapevolezza può e deve partire, affinché non ci sia più alcuna grande alluvione.

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