La tutela delle “zone umide” al centro di una conferenza

31 Gennaio 2017

TRIESTE. Anche quest’anno la Giornata mondiale delle zone umide ci ricorda che è sempre più urgente e importante diffondere il rispetto per il nostro Pianeta, imparare a tutelarlo, conservarlo e a preservarlo. In particolare le “zone umide” in quanto ecosistemi che ospitano un’elevata produttività di biomassa vegetale e una grande varietà di animali in spazi limitati e, per quanto riguarda l’archeologia, preservano villaggi palafitticoli di grande importanza storico-archeologica. Proprio su questo tema la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia organizza a Trieste, giovedì 2 febbraio a partire dalle 10.30, nel Salone Piemontese di Palazzo Economo in Piazza Libertà 7, un incontro sul tema Archeologia delle zone umide: le nuove ricerche nelle palafitte del sito UNESCO.

I siti umidi costituiscono degli importanti archivi che registrano i mutamenti ambientali avvenuti nel corso del tempo, spesso direttamente correlati all’impatto dell’uomo sull’ambiente. Nel contempo le ottime condizioni di conservazione dei resti organici sul fondo dei laghi e nelle torbiere consentono una visione ampia e dettagliata delle vita quotidiana nella preistoria. Da qui la grande importanza scientifica delle ricerche archeologiche nelle palafitte preistoriche per la conoscenza del nostro passato.

Il Palù di LIvenza

Gli abitati palafitticoli localizzati nei siti umidi richiedono programmi adeguati di conservazione e tutela e attività di valorizzazione per rafforzare la consapevolezza della loro unicità. Grazie alla loro peculiarità insediativa e alle particolari condizioni di conservazione dei resti organici, molte palafitte europee sono iscritte dal 2011 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nella serie transnazionale dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino. La Giornata mondiale delle zone umide è un’occasione per presentare le recenti indagini archeologiche in alcuni di questi straordinari monumenti preistorici e far conoscere come le prime comunità agricole europee si adattarono a questi caratteristici ambienti naturali saturi d’acqua e ricchi di biodiversità.

La Giornata mondiale delle zone umide ricorda il 2 febbraio del 1971 quando fu sottoscritta la Convenzione di Ramsar in Iran che ha sancito la tutela, a livello mondiale, di questi ecosistemi fondamentali per la conservazione della biodiversità. A tutt’oggi, molte zone umide continuano a non essere tutelate in modo adeguato, risultando molto vulnerabili a causa, in particolare, delle alterazioni provocate dall’uomo. La sensibilità verso questi ambienti sta comunque incrementando, perché questi luoghi, un tempo ritenuti marginali, cominciano ora ad essere percepiti come un eccezionale patrimonio ambientale da conoscere, proteggere e valorizzare.

Alla Conferenza interverranno: Corrado AZZOLLINI – Soprintendente SABAP FVG, Anton VELUŠČEK, Elena LEGHISSA – Inštitut za arheologijo, ZRC SAZU, Ljubljana (Slovenia) su Le palafitte preistoriche nel Ljubljasko barje (Slovenia); Marco BAIONI – Museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo (BS) su Lucone di Polpenazze: le tecniche costruttive del popolo del lago; Federica GONZATO – Polo Museale del Veneto, Verona e Claudia MANGANI – Museo Civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda su Le ultime ricerche nella palafitta del Frassino; Roberto MICHELI – SABAP FVG su Vivere sull’acqua: le nuove indagini al Palù di Livenza.

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