La sede udinese dell’Anpi si intitola a Fidalma Lizzero

13 Gennaio 2022

Fidalma Garosi Lizzero

UDINE. Sarà intitolata a Fidalma Garosi Lizzero, la partigiana “Gianna”, la sede della sezione Anpi “Città di Udine”, all’interno dell’ex caserma “Osoppo” del capoluogo friulano. La cerimonia si svolgerà sabato 15 gennaio, alle 11, nella sala eventi di via Brigata Re, al civico 29. A ricordare l’instancabile figura di Gianna sarà la presidente Antonella Lestani, che ne offrirà un profilo storico, ma anche umano. Il ritratto sarà approfondito dalle parole e dai sentimenti che la stessa Gianna affidò al suo diario, di cui Federica Vincenti leggerà alcuni estratti. L’evento vedrà, inoltre, l’intervento musicale di Giorgio Parisi, che eseguirà brani dal repertorio della Resistenza.

Per partecipare all’evento è necessario essere in possesso del green pass rafforzato e prenotare scrivendo all’indirizzo e.mail anpiudine@gmail.com oppure telefonando al numero 0432.504813 (che risponde dal lunedì al venerdì con orario 9.30-13). Ai partecipanti sarà richiesto di indossare la mascherina Ffp2.

Gianna Lizzero – pochissimi la conoscevano con il nome di Fidalma Garosi – è stata una importante protagonista della lotta di Liberazione del nazifascismo in Friuli. Nata in provincia di Ferrara nel 1920 in una famiglia di braccianti antifascisti, era riuscita a diplomarsi infermiera. All’ospedale di Udine, dove lavorava, prese contatti con la Resistenza agli inizi del 1943 attraverso Mario Lizzero, che successivamente sarebbe diventato suo marito. Nell’autunno dello stesso anno salì in montagna a combattere con i partigiani.

Ritornata in pianura, ebbe funzione di staffetta e scampò ai rastrellamenti nazifascisti, ma le SS la cercavano, perciò tornò in montagna e visse l’epopea della Zona libera della Carnia. Nel dopoguerra, Gianna fu attiva nella sezione del Pci udinese, nel consiglio della circoscrizione “Udine Centro” e nel Comitato per la difesa della Costituzione. Nell’Anpi, di cui fu dirigente provinciale, condusse la sua battaglia, affinché alle donne della Resistenza fossero riconosciuti i legittimi meriti, e si deve anche a lei la realizzazione del monumento alla donna partigiana in piazzale Cavedalis.

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