La Sanità va ripensata. Un nuovo appello da Zoppola

5 Febbraio 2022

ZOPPOLA. ”L’occasione fornita da questa emergenza pandemica – lo rimarca in un comunicato di Zoppola, Francesca Papais – deve diventare strumento per rivendicare, anche a livello regionale, un ruolo attivo nelle scelte per l’utilizzo dei fondi concessi dalla Unione Europea, dei progetti per garantire concretamente investimenti per valorizzare i servizi sanitari nella Destra Tagliamento. Il Pnrr è l’occasione per ripensare e rafforzare la capacità di programmazione e per cogliere appieno tutte le opportunità che può offrire per migliorare i servizi sanitari di prossimità e riorganizzare e adeguare il sistema sanitario, per rispondere meglio ai mutati bisogni dei cittadini, dando priorità alla medicina territoriale in un rapporto sempre più forte con gli ambiti socio assistenziali che devono tornare protagonisti della programmazione socio sanitaria.

Tutto questo in un quadro sempre più complesso – aggiunge – dettato dalle nuove fragilità, dai problemi che vengono sempre più scaricati sui territori; il ruolo dei Medici di Medicina Generale, sempre meno e chiamati oggi più a fare i burocrati che i medici con un numero di pazienti in costante crescita; le dimissioni dagli ospedali che rischiano di lasciare sempre più sole le famiglie; le liste di attesa; i tempi per gli interventi; la mancanza di personale; una fuga sempre più frequente di pazienti e personale verso il Veneto e il Friuli Centrale.

Per questo è necessario rafforzare e rendere capillare la medicina del territorio per dare risposte ai bisogni sanitari dei cittadini, sia a domicilio che nelle strutture più vicine, migliorando il livello di assistenza sanitaria e la disponibilità dei servizi anche nelle aree periferiche e montane. È urgente sostenere il personale, evitando nuove fughe, semplificando il carico di burocrazia e soprattutto procedendo a un piano di assunzioni che tenga conto anche dei pensionamenti del personale con una vera programmazione capace e che guarda lontano.

E Asfo che fa? Depotenzia i Distretti sanitari, ovvero i presidi nei territori, ora che dovrebbero essere rafforzati e diventare un punto di riferimento, assieme agli ambiti socio assistenziali, per creare nuove opportunità, ma soprattutto dare risposte sempre più integrate. Togliere ai Distretti la titolarità su funzioni quali il rapporto con i Medici di Medicina Generale, le case di riposo, gli Uvd, i consultori famigliari… alcuni elementi forti di dialogo e confronto anche con i servizi sociali dei comuni, significa di fatto depotenziare i territori. La preoccupazione è stata unanime e trasversale sia nella rappresentanza territoriale che politica.

Invitiamo a riconvocare il tavolo – il Sindaco rinnova l‘appello – anche in virtù di queste riflessioni che, oggi chi legittimamente amministra l’Asfo non può non considerare. Dobbiamo fare sistema, dobbiamo continuare a chiedere e a lavorare affinché tra i cittadini di Pordenone e Udine non ci siano disparità e che possano avere garantita la stessa qualità di servizi”.

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