La ripartenza dello sport: che ne pensano i manager?

11 Giugno 2020

TRIESTE. Da Enzo Cainero che annuncia che “si può riportare il mondiale del ciclismo a Trieste a patto che i giuliani non si infastidiscano se chiudiamo le strade” a Franco Collavino che sprizza ottimismo e afferma che: “I tifosi torneranno alla Dacia Arena di Udine prima della fine del campionato nel rispetto di tutte le regole” sino a Mario Ghiacci che confida: “Ho elaborato ben sei ipotesi di budget per la stagione 2020/21 sulla base del numero differente di tifosi che potranno venire al Palasport di Trieste”, questo quanto emerso nell’auditorio virtuale al webinar “La ripartenza dello sport con il Covid 19: stili, esempi, lezioni per i manager”, organizzato da Federmanager e Cida Fvg per condividere opinioni e riflessioni per una ripartenza sicura nel mondo dello sport, e assicurare una lezione per i manager delle imprese private e pubbliche da tre alti dirigenti del mondo dello sport.

Dopo i saluti e la presentazione degli ospiti dell’incontro Daniele Damele, Presidente di Federmanager Fvg e Segretario Cida Fvg, ha rivolto la sua prima domanda a Enzo Cainero, patron delle tappe del Giro d’Italia di ciclismo per il Fvg, su cosa dobbiamo fare e cosa non fare per non commettere errori in questa delicata fase di ripartenza. Secondo Cainero “affronteremo un Giro d’Italia con tutte le implicazioni partecipative che questo sport molto popolare, che si svolge sulle strade, può avere. Bisognerà avere un grande senso di responsabilità da parte di chi vi partecipa, perché il rischio zero non esiste, ma mi auguro che il Giro d’Italia, che avverrà nel mese di ottobre, sia un successo perché può essere il simbolo della rinascita dell’Italia sportiva. Bisogna guardare al futuro con ottimismo”.

Alla successiva domanda di Damele su come sta vivendo l’Udinese la ripartenza e qual è il clima che si sente all’interno tra i giocatori, Franco Collavino, Direttore generale Udinese Calcio, ha risposto che “la squadra è ripartita con grande entusiasmo e con grande voglia di ricominciare. Durante questo periodo di lockdown i giocatori si sono comportati in maniera molto professionale ed etica, hanno rispettato le tabelle dei tecnici e dei nutrizionisti. Gli allenamenti sono in pieno svolgimento, tutti seguiti dallo staff tecnico. Stiamo mettendo tutte le risorse a nostra disposizione compreso quello del medico e del nutrizionista per facilitare la ripresa. Abbiamo anche avviato una collaborazione con uno psicologo dello sport che è disponibile per superare eventuali problematiche nel caso dovessero emergere nella fase di post-lockdown”.

Edo Tagliapietra, Segretario generale di Federmanager Fvg, ha poi chiesto a Mario Ghiacci, Presidente e Direttore generale Allianz Pallacanestro Trieste, se il Covid-19 può essere anche un’opportunità per cambiare un modello di gestione che porti ad una valorizzazione maggiore del parco giocatori italiano rispetto a quello straniero. Ghiacci ha detto che “potremmo essere aiutati da questo impatto brutale che ha messo in grande difficoltà tutto il mondo sportivo. Purtroppo, la stagione della pallacanestro è già chiusa. Questa chiusura è stata veramente destabilizzante, perché ci siamo trovati dalla sera alla mattina con il campionato fermo e con una partita giocata a porte chiuse; è stato uno spettacolo brutto e deprimente”. Il suo primo pensiero è stato di mettere in sicurezza la società. Da lì ha cominciato a ragionare sulle modifiche che si potevano fare per creare una squadra, un gruppo, una società per poter migliorare in futuro. Parlando del nuovo campionato ha detto che “la squadra inizierà il campionato al 99,99% con la formula 5+5 e addirittura stanno valutando di fare 4+6, cioè 4 stranieri e 6 italiani, proprio andando verso il cambiamento, ma dipenderà dal mercato, che guida la situazione, e dai risultati”.

Damele ha, quindi.presentato un breve video-contributo di Cesare Pancotto, un ex-allenatore della Pallacanestro Trieste e della Snaidero Udine, che dopo i brevi saluti ha affermato “il Covid ha accelerato un percorso di lavoro. Ci ha costretto a riconoscere degli errori, soprattutto di superficialità e presunzione. Dobbiamo immaginare un nuovo futuro che parta da cambiamento ed evoluzione. Bisogna avere il coraggio e la capacità di vedere le opportunità con la positività verso la nuova realtà. All’inizio dell’epidemia non avevamo il punto di riferimento, quindi, diventiamo noi oggi i punti di riferimento di quello che faremo in futuro. Come possiamo farlo? In primis, dobbiamo avere un grande progetto. Bisogna prevedere l’imprevedibile. Serve la capacità di organizzazione. Managerialmente dobbiamo avere il coraggio di guardare positivamente con un raggio lungo, ma con l’immediatezza dei risultati che vogliamo portare avanti”. Pancotto ha concluso il suo intervento con spirito sportivo: ”Dobbiamo essere pronti a reagire. Credo che questa sia la base per portare avanti il progetto”.

Alla domanda di Damele sugli insegnamenti che giungono dal mondo dello sport per i dirigenti Cainero ha, invece, risposto che “questa esperienza deve lasciare dei segni. Bisogna evitare tante parole, ma incidere con i fatti concreti”. Cainero ritiene che il rapporto umano sia insostituibile e indispensabile per portare avanti i programmi con grande responsabilità. Ha posto un importante problema che avverrà nei prossimi mesi con il mondo dei dilettanti e del settore giovanile. “Bisogna trovare dei modi concreti per intervenire e operare. È importante trovare la coesione tra le persone, soprattutto nei paesi. Bisogna operare con la responsabilità, altrimenti la situazione diventa ingestibile”.

Damele ha, quindi. chiesto a Collavino come il mondo professionistico può aiutare la ripartenza dello sport giovanile. Il DG dell’Udinese, che è anche associato Federmanager Fvg, ha richiamato il concetto del valore del calcio nel sistema del Paese. “Il calcio è un’industria che muove quasi 18 miliardi di risorse, 1 miliardo di gettito fiscale (soltanto della seria A). Se parliamo dei valori, bisogna discutere della ripartenza e soprattutto della modalità di ripartenza in condizioni di sicurezza, ma il valore economico è di tutto rispetto. È importante dare un segnale positivo a mondo dilettantistico, settore giovanile e tutto lo sport in generale, perché la ripartenza non sarà per niente banale”.

Al quesito su cosa comporterà dal punto di vista sportivo e gestionale le difficoltà di portare negli impianti chiusi gli spettatori Ghiacci ha indicato che “il mondo della pallacanestro ha due fonti di finanziamento: le sponsorizzazioni e il pubblico. Per la Pallacanestro Trieste le risorse derivanti dal pubblico coprono il 30% del budget, Siamo la terza società per numero di abbonati (4.300), per noi è una fonte inestimabile. Abbiamo avuto ’la fortuna’ di partire dall’A2 e abbiamo avuto un rinnovamento importantissimo del pubblico che è passato dalla fascia medio-alta alle fasce più variegate: giovani, famiglie, anziani. Un altro argomento importante sono gli impianti, che la società gestisce. Il problema degli impianti è enorme per le piccole società. Per questo motivo vogliamo dare tutte le opportunità alle società sportive, soprattutto quelle piccole, di usufruire dei nostri impianti”. Ghiacci ha anche ammesso: “Ho elaborato ben sei ipotesi di budget per la stagione 2020/21 sulla base del numero differente di tifosi che potranno venire al Palasport di Trieste”.

Sullo stesso tema Cainero ha aggiunto: “I tre settori sportivi calcio, basket e ciclismo sono completamente diversi e vivono in tre mondi diversi. Diversamente dal calcio e dal basket il ciclismo ha il 95% degli introiti dalle sponsorizzazioni”. Perciò ha ritenuto che in futuro bisognerà affrontare un ridimensionamento in quanto bisogna guardare alla realtà, ma su tutto va detto che “lo sport è un’emozione, senza pubblico non esiste”. E sul riportare il pubblico negli stadi e come la squadra ha vissuto questo periodo, Collavino ha confermato: “Il pubblico è l’emozione. La partita di calcio senza pubblico non è calcio. La speranza è che la situazione sanitaria cambi nelle prossime settimane e che la situazione possa permettere di accogliere il pubblico in sicurezza. Non è un aspetto economico, ma di sentimento ed emozione”.

Ghiacci ha aggiunto che per la squadra di Trieste “il pubblico è la fonte fondamentale per mantenere l’equilibrio. Noi stiamo cercando di portare lo Stato italiano ad aiutarci attraverso il credito d’imposta. Questo aprirebbe delle strade che sono infinite in questo senso. Se riusciamo ad ottenere questo percorso, potrebbe giungere un grande aiuto, soprattutto per le società piccole”.
Ai ricordi più belli su Trieste Cainero ha attribuito i grandi successi degli eventi organizzati nel capoluogo giuliano. “Trieste ha sempre risposto alla grande nell’organizzazione degli eventi. Trieste ha tutto per fare il grande ciclismo”. Perciò non ha avuto paura di dire che “si può riproporre un mondiale di ciclismo a Trieste con una garanzia che i triestini non si lamentino per la chiusura della città”.

All’ultima domanda sulla conclusione stagionale dell’Udinese Collavino si è, infine, detto moderatamente ottimista: “La stagione lascia ancora tante incognite, si rischia di impantanarsi. Ma la società vuole concludere il campionato con gli obiettivi prefissati. È una ripresa necessaria nonostante le incognite. Ma guardiamo avanti con l’ottimismo e fiducia”, per poi precisare che “il campionato ripartirà il 20 giugno proprio come chiesto dall’Udinese, farlo prima sarebbe stato un vero errore”.

Per vedere il webinar integrale: https://us02web.zoom.us/rec/share/xulpc77i5DhIGYXQ8WzfAb9xP4bKeaa8hiBK__MEzR7c1hhkposo4U4CLclQkjiI
Password: 0P@Z=^4j

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