La piscina a Palmanova se si trova un investitore privato

9 Marzo 2019

PALMANOVA. Una piscina lunga 25 metri, a sei corsie, appena fuori dalla cinta muraria della Città Fortezza di Palmanova. Questo il grande progetto su cui il Comune di Palmanova sta lavorando. Approvato in Giunta il progetto, ad aprile verrà pubblicato il bando per trovare un investitore privato pronto alla costruzione e gestione della struttura. “Quello della realizzazione della piscina è un impegno elettorale che va rispettato e, per questo, stiamo lavorando intensamente per poterlo realizzare. È un progetto della cui necessità si parla da decenni e adesso è giunto il momento di concretizzarlo. La scelta di seguire la strada del project financing è stata dettata da evidenti limiti nella finanza pubblica. Siamo pronti però a sostenere i soggetti privati che vogliano investire in un territorio come il nostro, baricentrico in regione, con un bacino potenziale di quasi 90.000 persone, tra Bassa friulana, udinese e Isontino” commenta il sindaco di Palmanova Francesco Martines.

Il Comune è pronto ad assegnare una concessione trentennale su un’area nei pressi della zona sportiva a Sottoselva. Un modo anche per completare l’offerta ludico motoria presente, affiancandola agli impianti calcistici e di atletica. Il costo stimato dell’opera è di circa 2,5 milioni di euro e prevede, nel dettaglio, una piscina coperta semi olimpionica da 6 corsie con profondità indicativa 120/150 cm, una vasca bambini e anziani di dimensione 6×10 m con profondità indicativa fino a 100 cm, una palestra attrezzata di circa 160 mq, spogliatoi per l’accoglienza di almeno 50/60 persone complessive, un pronto soccorso/infermeria con servizi, zona deposito, zona snack e shop, reception, servizi, ufficio, zone relax a bordo vasca e giardino esterno con vista panoramica sui Bastioni. Nel progetto è previsto anche l’adeguamento dei parcheggi esterni alla struttura. In futuro la struttura potrà anche essere ampliata per attività wellness e benessere.

Continua il Sindaco: “Oltre a mettere a disposizione il terreno e dare tutto il supporto possibile all’investitore, lavoreremo anche per fornire agevolazioni economiche per i residenti e per l’attivazione di convezioni dedicate all’attività riabilitativa in collaborazione con il vicino ospedale”. E conclude: “Se troveremo subito un investitore, l’opera potrà essere completata in due anni, entro il 2020”.

In proposito, c’è una presa di posizione della maggioranza consiliare dopo le dichiarazioni del consigliere Di Piazza nell’assise comunale: l’allora maggioranza rinunciò a 3,5 milioni di contributo già concesso. “Ci sono tutte le premesse – si legge in un comunicato – perché si giunga alla realizzazione della piscina con un project financing. Ma nel caso malaugurato che l’operazione non andasse in porto, ora sappiamo che dobbiamo ringraziare l’allora giunta Muradore/Cressati che quasi 20 anni fa, rinunciò ad un contributo regionale già concesso di ben 7,2 miliardi di vecchie lire”. Lo rimarcano i capigruppo di maggioranza Luca Osso (Lista Fuori Le Mura), Andrea Sailis (Noi con Martines) e Silvia Savi (Ancora più Domani) dopo le dichiarazioni del consigliere di minoranza Di Piazza durante la discussione del bilancio di previsione in consiglio comunale.

I capigruppo, a riprova dei fatti, citano la lettera della Regione protocollata in Comune il 16 settembre 1998 e che fissa al 15 ottobre successivo il termine per inviare la documentazione agli uffici regionali e avviare l’iter di realizzazione del progetto. Iter che poi fu abbandonato dalla successiva giunta. “Di Piazza ha dichiarato che da neo-assessore allo Sport decise di rinunciare a un contributo decennale di 720 milioni di lire l’anno, a copertura di capitale e interessi, per la realizzazione della piscina, concesso nel 1998 dalla regione all’amministrazione di Roberto Osso. E per che cosa? Per ottenere un contributo per rifare il parquet del palazzetto sportivo che aveva bisogno di manutenzione urgente”.

“Ci chiediamo – prosegue la nota – quale proporzione potesse esserci tra la manutenzione di un pavimento (oggi qualche centinaio di migliaio di euro) e un’opera di svariati milioni. Tanto più che il progetto della piscina era stato condiviso con 22 amministrazioni comunali del territorio, c’era già un’ipotesi di co-gestione dell’impianto palmarino e della piscina scoperta di Torviscosa, ma soprattutto il contributo copriva un primo lotto funzionale, con la possibilità già prevista di proseguire con successivo ampliamento, con un centro benessere o altri servizi aggiuntivi”.

“Un’occasione persa e irripetibile se pensiamo che oggi, per essere appetibile ai privati, il project financing ha un quadro finanziario di 2,5 milioni. Se avessimo avuto a disposizione le cifre di allora la piscina si sarebbe interamente ripagata e avremmo un impianto natatorio a servizio di un’area molto più vasta, visto che nel frattempo in vent’anni altri comuni si sono dotati di una piscina”.

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