La maggioranza ‘boccia’ il Tagliamento: la sua unicità meritava più considerazione

2 Luglio 2020

TRIESTE. «La maggioranza in Consiglio regionale ha espresso chiaramente con il suo voto che il Tagliamento non ha la dignità per essere riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco». Questo il commento a caldo dei consiglieri regionali del gruppo Patto per l’autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli dopo la bocciatura odierna (giovedì 2 luglio, ndr) della mozione da loro presentata e sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza, con cui si impegnava la Giunta regionale a porre in essere tutte le azioni volte alla maggior garanzia possibile del fiume dalle sorgenti alla foce, al fine di tutelarne la naturalità, e ad attivarsi subito con tutte le realtà locali e i portatori di interesse legati alla realtà del fiume Tagliamento per la costituzione di un gruppo di lavoro che, attraverso il confronto con il Ministero dell’ambiente, arrivasse a presentare il progetto di candidatura Unesco – patrimonio dell’umanità intitolato “Tagliamento, il re dei fiumi alpini”.

Il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia sollecitava inoltre la Giunta a garantire il proprio impegno, anche in termini finanziari, per arrivare in tempi brevi all’iscrizione nella Tentative list dei beni Unesco, passaggio preliminare dell’iter di candidatura. «È incredibile – prosegue il primo firmatario della mozione, Moretuzzo – che un fiume unico dal punto di vista paesaggistico ed ecologico, oggetto di numerosi studi da parte della comunità scientifica internazionale, non trovi da parte della massima istituzione della nostra Regione il riconoscimento di tutto il suo valore».

«Il Tagliamento – sottolinea Moretuzzo – rappresenta qualcosa di straordinario non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche rispetto alla costruzione dell’identità di un territorio che, attorno a questo fiume, ha costruito una storia millenaria. Il voto di oggi in Consiglio regionale è uno schiaffo in faccia alla possibilità di creare un modello di sviluppo innovativo basato sulla sostenibilità ambientale, sul turismo di qualità e sulla valorizzazione delle peculiarità del territorio. Colpisce in particolare – conclude Moretuzzo – che tanti consiglieri friulani abbiano preferito obbedire agli ordini di partiti che, evidentemente, non hanno a cuore il bene della propria terra, piuttosto che cogliere un’occasione importante per la comunità regionale. Dopo le norme urbanistiche approvate in questo inizio di legislatura e con il voto di oggi si rende evidente il perseguimento di un preciso disegno da parte dell’Amministrazione Fedriga che basa la sua azione politica sulle deroghe, sulla cementificazione ad ogni costo e sulla mancanza di un’adeguata tutela dei beni naturali della regione, in assenza di una visione di sviluppo locale sostenibile».

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