La crisi di Udine e Gorizia Fiere? La Regione è silente

7 Gennaio 2020

UDINE. Fin dallo scorso maggio il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia aveva denunciato tramite una interrogazione, ancora inevasa, la situazione di indeterminatezza dell’Ente Udine e Gorizia Fiere Spa con grosse difficoltà nell’assetto economico e finanziario, caratterizzato da perdite significative la cui copertura era possibile solo grazie alle riserve societarie.

«Apprendiamo in questi giorni che, dopo il Comune di Udine, anche il Comune di Martignacco, che aveva ricevuto dalla Regione, senza possibilità di scelta, le quote precedentemente detenute dalla Provincia di Udine, ha deciso di procedere con l’alienazione delle stesse quote – afferma il capogruppo Massimo Moretuzzo –. E, di certo, non si può biasimare il Comune di Martignacco visto il silenzio mantenuto in tutti questi mesi sulla vicenda dalla Regione, che, da interlocutore principale, primo tra tutti dovrebbe, da un lato, individuare soluzioni per sanare la difficile situazione economico-finanziaria di Udine e Gorizia Fiere Spa, dall’altro, chiarire quale idea di sviluppo e rilancio della Fiera di Udine e dell’intero sistema fieristico regionale abbia. Che la realtà fieristica regionale sia di rilevanza strategica per l’intero tessuto economico del Friuli-Venezia Giulia è evidente a tutti e, parimenti, è innegabile che il quartiere fieristico di Udine rappresenti un nodo cruciale di tale sistema per molteplici motivi, non da ultimo per la sua posizione. Vista anche l’importante entità di risorse già stanziate (10 milioni di euro per l’ammodernamento, ndr), se non si procede immediatamente ad avviare una progettualità calibrata su un’idea forte e precisa di rilancio o, eventualmente, di riqualificazione dell’area, in cui vengano coinvolti tutti gli attori interessati, si rischia di sprecare un’occasione importante per l’intera regione».

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