La crisi della zootecnia si vede alle aste (Tolmezzo)

10 Ottobre 2015

asta 11 004TOLMEZZO. E’ stata un’asta in chiaroscuro quella che si è svolta l’8 ottobre a Tolmezzo, appuntamento annuale per la zootecnia di montagna organizzato dall’Associazione Allevatori del Fvg. Tanto pubblico, ma acquisti moderati anche se quelli che si sono conclusi hanno spuntato prezzi interessanti Poco meno di una trentina le bovine battute all’asta delle razze Pezzata Rossa Italiana, Frisona e Bruna, tutte selezionate, iscritte al Libro Genealogico, controllate e certificate sotto l’aspetto sanitario dall’AAS n. 3 Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli e soltanto poco più della metà ha cambiato stalla. “E’ uno dei sintomi più evidenti – hanno commentato il presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg Renzo Livoni e il direttore Andrea Lugo – della crisi che investe il settore zootecnico soprattutto nelle aree montane”. Solo nell’ultimo anno 56 aziende in Fvg, il 5% sulle circa mille ancora in attività, hanno chiuso i battenti, con una perdita occupazionale di circa 100 posti di lavoro, diverse delle quali nell’Alto Friuli. Livoni e Lugo hanno espresso invece soddisfazione per la qualità degli animali battuti all’asta e per l’ottima organizzazione dell’asta curata dai tecnici dell’Associazione Allevatori della sezione di Tolmezzo Simone D’Orlando e Simone Gressani.

Quella di Tolmezzo è la manifestazione zootecnica più importante dell’anno per la zootecnia di montagna, fortemente voluta dagli allevatori quale momento di confronto e di verifica del lavoro di selezione. Ma da alcuni anni ormai, con il settore sempre più in crisi ed il prezzo del latte pagato alla stalla in costante calo, anche questi appuntamenti ne risentono sotto il profilo delle trattative. Non certo su quello professionale perché permettono agli allevatori di tentare dei ragionamenti collaborativi, sempre più indispensabili per far fronte alle sfide di mercato. “Solo se riusciremo ad insistere sulla strada della qualità facendo anche massa critica – hanno detto ancora Livoni e Lugo -, puntando sul biologico e sulla Dop Montasio e dalla filiera della Pezzata Rossa Italiana, potremo dare una risposta economica agli allevatori”.

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