La Commissione Ue di fatto non tutela le minoranze Forti critiche non solo dai partiti

1 Febbraio 2021

TRIESTE. Sta provocando reazioni negative non solo fra le forze politiche in maniera trasversale ma anche tra enti culturali il rifiuto della Commissione europea di tutelare le comunità minoritarie. “Sono 1.128.385 i cittadini europei provenienti da 11 Paesi, oltre a un numero rilevante di parlamenti e governi regionali e nazionali, che hanno manifestato il loro supporto al Minority SafePack Initiative – spiega il consigliere regionale della Lega Diego Bernardis -. Apprendo però, con profondo malcontento e delusione, che la Commissione europea ha rifiutato di agire in risposta alle proposte contenute in tale iniziativa, negando di fatto la difesa dei diritti di oltre 50 milioni di individui che appartengono a comunità nazionali minoritarie e a realtà identitarie che esistono in Europa da centinaia, a volte migliaia, di anni”.

Lo stesso Bernardis è anche il primo firmatario di una “Mozione di censura nei confronti della Commissione Europea in riferimento al rifiuto di procedere in risposta alle richieste contenute nel Minority SafePack Initiative”, già sottoscritta trasversalmente anche dai Gruppi consiliari sia di maggioranza che di opposizione, per discutere della tematica in Consiglio regionale. “Auspico vivamente – spiega l’esponente del Carroccio – che la Commissione europea ritorni sui suoi passi e avvii quanto prima un dibattito democratico sulla necessità di implementare nuove leggi e politiche nel Parlamento Europeo in merito alle proposte contenute nel Minority SafePack Initiative”.

Il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, oltre a firmare la mozione di censura nei confronti della Commissione, ha rilanciato la posizione espressa da Efa/Ale – European Free Alliance/Alleanza Libera Europea – la principale rete europea di raccolta di forze indipendentiste storiche (delle nazioni europee ancora senza stato), autonomiste, federaliste e confederaliste che a Bruxelles rappresenta quasi una cinquantina di movimenti e partiti di 19 Paesi –, di cui il Patto per l’Autonomia fa parte.

«Il mancato accoglimento delle richieste contenute nel “Minority SafePack Initiative” è un atto gravissimo della Commissione Europea, che ha ritenuto sufficienti le misure politiche già esistenti, nonostante abbia ribadito più volte che l’inclusione e il rispetto della ricca diversità culturale e linguistica dell’Europa siano una delle sue priorità – osserva il capogruppo Moretuzzo, facendo proprie le parole dell’Efa –. L’iniziativa dei cittadini europei è l’unico strumento esistente di democrazia partecipativa dell’Unione Europea. È davvero preoccupante che il “Minority SafePack” sia la quinta iniziativa con un importante sostegno popolare a essere respinta dalla Commissione, allontanando in tal modo i legislatori dai cittadini che rappresentano», aggiunge Moretuzzo.

Quanto alla tutela delle minoranze nazionali e linguistiche, «non va abbassata la guardia – conclude Moretuzzo –. Il percorso che abbiamo intrapreso da tempo come Patto per l’Autonomia, anche all’interno del Consiglio regionale, guarda al futuro e ci proietta verso un’Europa più forte, capace di riconoscersi nelle sue diversità politiche, culturali e linguistiche, una realtà che va oltre quella degli stati-nazione, in cui popoli, territori, culture e lingue diverse trovino spazi veri di rappresentanza, in cui l’azione politica metta davvero ai primi posti anche il tema della valorizzazione delle diversità».

In merito interviene anche l’Arlef, per bocca del suo presidente. «Spiace ricevere questa risposta dalla Commissione. Si tratta di un’opportunità persa – ha sottolineato Eros Cisilino -. La tutela delle lingue minoritarie avviene su più livelli, da quello locale a quello europeo. L’approvazione del Minority SafePack, promossa dalla Fuen, avrebbe incentivato ulteriormente quest’azione. Invece ci troviamo con oltre un milione di cittadini che si sono avvalsi di uno strumento di democrazia diretta, inascoltati; e la Carta dei diritti fondamentali, che prevede l’obbligo di rispettare e promuovere i diritti di minoranze, inapplicata. Anche noi protesteremo ufficialmente nei confronti della presidente Ursula Von der Leyen, così come chiede di fare alla Giunta regionale l’opportuna mozione presentata oggi, in Consiglio regionale, dal Consigliere Diego Bernardis. Questa posizione dell’Unione europea è estremamente dannosa per la vita democratica dell’Europa e per la fiducia delle comunità minoritarie nelle istituzioni. Auspichiamo che la Commissione corregga questo errore e presti alle minoranze linguistiche l’attenzione che meritano».

Sono numerose le assemblee regionali che in Europa stanno protestando per la presa di posizione della Commissione, e a fargli eco c’è anche l’Npld – il Network europeo delle minoranze, di cui fa parte anche la Regione Fvg – che si è schierato a difesa dei diritti delle lingue minoritarie invitando la Commissione a riconsiderare la sua posizione e soddisfare le aspettative di quei cittadini che appartengono a comunità linguistiche minoritarie.

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