La Cina blocca la carne suina italiana: Linzi interrroga l’Ue

7 Gennaio 2021

BRUXELLES. “Il 3 gennaio le autorità cinesi hanno effettuato dei controlli in dogana su due container di carne congelata e cartonata italiana sostenendo di aver rilevato una presunta positività al Covid, senza coinvolgere minimamente l’Opas (Organizzazione prodotto allevatori suini) nelle analisi. L’Opas gestisce il più grande macello di suini in Italia dove vengono trasformati oltre 1,1 milioni di capi l’anno destinati alle più importanti realtà a marchio europeo, come il Prosciutto di San Daniele e di Parma, ed è anche una cooperativa agricola i cui soci sono 80 allevatori che hanno aziende anche in Friuli Venezia Giulia. I container di Opas sono venduti a Cofco, la più importante società cinese d’importazione di carne a partecipazione statale coinvolta anche nel rilancio del porto di Taranto.

L’Opas, secondo le dichiarazioni del suo amministratore delegato, ha in previsione di spedire in Cina altri 40 container nelle prossime settimane di carne suina surgelata per un valore di 2,5 milioni di euro, ma le autorità cinesi minacciano di impedire ad Opas di esportare la carne italiana in Cina e di distruggere la merce, così che a farne le spese sarebbe tutta la filiera suinicola italiana. Il problema non è solo italiano, ma riguarderebbe 28 società europee. Secondo l’Opas le accuse sono totalmente infondate e non basate su prove scientifiche, ma riguarderebbero motivi puramente commerciali. Non esiste, a detta della stessa Commissione europea, come risposto a una mia interrogazione qualche mese fa, alcuna prova che gli animali o i prodotti di origine animale comportino un rischio per la salute dei cittadini dovuto a Covid-19”.

Lo scrive in una nota l’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi, che annuncia un’interrogazione alla Commissione europea che ha assegnato a dicembre all’Opas un finanziamento di 3,6 milioni di euro per promuovere nei prossimi 3 anni la carne suina in Cina, chiedendo se “la Cina con questo blocco stia violando le regole fissate dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e il nuovo accordo di principio sugli investimenti”.

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