La bachicoltura in Friuli, una risorsa che potrebbe tornare

22 Novembre 2017

GORIZIA. Una giornata dedicata alla seta e alle sue applicazioni promossa dall’ERSA per illustrare gli utilizzi concreti di questo materiale nei diversi ambiti scientifici. Di questo e di molto altro si parlerà al convegno nazionale LA SETA E IL SUO FUTURO. TRA MEDICINA, RICERCA e APPLICAZIONI INNOVATIVE, organizzato dall’ERSA e ospitato dall’Università di Trieste nell’Aula Magna del Polo Universitario di Gorizia (via Alviano, 18 Gorizia) venerdì 24 novembre dalle 9,30 alle 17,30.

Si tratta dell’ultimo step di un progetto triennale portato avanti da ERSA e dedicato alla filiera etica e biologica della seta. Il percorso è iniziato due anni fa con una mostra volta a riscoprire la tradizione della coltura dei bachi e della lavorazione della seta sul territorio e con la presentazione del ricco patrimonio librario e documentale della biblioteca ERSA a partire dal 1869 (anno della nascita dell’Istituto bacologico di Gorizia, primo ente pubblico in Europa che si dedica allo sviluppo dell’agricoltura, istituito con il decreto imperiale sottoscritto da Franz Josef). Proseguito lo scorso anno con una mostra dedicata alla realtà delle filande del ‘900, il progetto si completa ora con un convegno rivolto a tutti gli operatori, studenti, professori, professionisti ed esperti dei numerosi settori che interessano e toccano la sericoltura: alimentare e della ricerca, agricolo e della moda, medico-chirurgico, dermatologico e di avanguardia nella produzione.

Otto relatori di rilievo nazionale illustreranno le applicazioni innovative della seta offrendo una panoramica sulle reali potenzialità di sviluppo della sericoltura e quindi della gelsibachicoltura, ognuno nel proprio settore e dal proprio punto di vista. Il giornalista scientifico Fabio Pagan farà da moderatore e coordinerà gli interventi.

Ad aprire il convegno saranno Giuseppe e Antonio Bozzaotra con un intervento sull’alimentazione e prodotti cosmetici dal titolo “La produzione della farina di baco da seta; il trattamento cosmetico con la sericina della seta”. La ricerca sperimentale sarà l’oggetto del secondo intervento, dal titolo “Lo stato della ricerca nella produzione sericola di alta qualità”, che sarà tenuto da Silvio Faragò. Elisa Tomat farà luce su come coltivare il gelso e rivalorizzare il paesaggio focalizzando il suo intervento sugli “Aspetti botanici e paesaggistici della pianta del gelso”. A raccontare “L’importanza della seta di alta qualità nella Moda” sarà Daniele Buratti, che chiuderà la mattinata con un approfondimento sulle proprietà del pregiatissimo materiale.

Il pomeriggio sarà dedicato ad interventi più strettamente legati al campo medico e della ricerca: non poteva mancare Marco Zerini che, parlando di “Avanguardia tecnico-scientifica nelle suture medicali – dentali chirurgiche”, metterà a confronto la seta con i nuovi materiali. Le “Esperienze con la fibroina medicata” e i risultati ottenuti dall’applicazione di tessuti medicati in varie patologie saranno invece spiegati ed illustrati dalla dermatologa Maria Concetta Pucci Romano. A chiudere il convegno sarà Enzo Montagner, che da molti anni si occupa di ricerca e produzione, con un intervento su “Le fibre di seta medicata e altri derivati della seta”.

“La finalità principale dell’ERSA è quella di illustrare con esempi concreti le opportunità di sviluppo economico che un’attività come la bachicoltura può offrire ancora oggi – osserva Cristiano Shaurli, assessore regionale alle Risorse agricole -. Non va dimenticato che questa attività è fortemente radicata sul territorio: fu introdotta nel Quattrocento e nel corso dei secoli acquistò grande valore per la sussistenza delle economie familiari e per la nascente industrializzazione del territorio, confermandosi una componente significativa dell’agricoltura friulana fino al secondo dopoguerra“.

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