Inserire i disabili nel lavoro: servono procedure più snelle

2 Dicembre 2018

Luca Fontana

TRIESTE. In occasione della Giornata mondiale della disabilità, che si celebra in tutto il mondo il 3 dicembre, Confcooperative-Federsolidarietà ha reso noto che sono 76 le cooperative sociali regionali impegnate in attività di inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Complessivamente impiegano 1.752 persone di cui 476 lavoratori svantaggiati: persone che altrimenti difficilmente riuscirebbero a trovare un’occupazione e costruirsi una vita indipendente.

«Le attività di queste cooperative hanno un impatto positivo non solo per l’autonomia di queste persone e per il benessere delle famiglie, ma anche per la Pubblica amministrazione: ogni lavoratore inserito fa risparmiare al welfare pubblico poco meno di 2.000 euro annui», spiega Luca Fontana, presidente regionale di Federsolidarietà. «I percorsi di inserimento lavorativo sono guidati da operatori specializzati che coniugano le competenze professionali (il saper fare un mestiere) con quelle educative e, così, permettono alle persone di crescere e rendersi autonome. Questi percorsi, inoltre, creano anche valore per le aziende e per la comunità in cui si realizzano. Insomma sono best practice che vanno potenziate e sostenute».

Confcooperative Fvg evidenzia, però, anche i limiti dell’esperienza regionale, dove le procedure necessarie rallentano il privato. «Le convenzioni tripartite previste dall’art.14 del D.Lgs 276/2003 richiedono percorsi troppo lunghi e complessi anche nelle clausole da rispettare (numero di ore minimo, durata…) per essere attivate tanto da spingere, da un lato le imprese private e, dall’altro, le cooperative a rinunciare», sottolinea allarmato Fontana. Si tratta, infatti, di uno degli strumenti di politica attiva del lavoro che consente alle aziende di assolvere agli obblighi previsti dalla L.68/99 sull’integrazione dei disabili nel mondo lavorativo. In pratica, una convenzione tripartita tra azienda privata, cooperativa sociale e Regione, consente all’azienda di ottemperarvi attraverso una commessa a una cooperativa sociale che si impegna a inserire nell’attività lavorativa il necessario numero di lavoratori delle categorie svantaggiate, con flessibilità e capacità di seguire il percorso individuale della persone, grazie alla professionalità specifica degli operatori delle stesse cooperative sociali.

«A oggi, sono state stipulate una ventina di convenzioni aziendali, ma la loro effettiva attuazione e l’ulteriore diffusione di questo importantissimo strumento è, ahimè, sostanzialmente bloccato – rivela Fontana – perché procedure e cavilli si stanno accanendo su uno strumento che, auspichiamo, venga presto chiarito e snellito per poterne usufruire al meglio». Nell’ultimo triennio le assunzioni di lavoratori disabili attraverso convenzioni sono cresciute costantemente e, oggi, rappresentano un terzo del totale.

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