Innovazione e crescita: con gli artigiani funziona, ma il digitale lento li penalizza

2 Dicembre 2014

UDINE. Hanno raddoppiato dipendenti e fatturato in pochi anni, generato lavoro ed occupazione in altre imprese del Fvg ed hanno prospettive di crescita anche nei prossimi anni. Sono 4 delle 92 imprese artigiane che negli ultimi 10 anni hanno presentato progetti di ricerca e sviluppo tecnologico seguiti dallo Sportello Innovazione di Confartigianato Udine e che hanno raccontato la loro storia nel corso del convegno “Artigianato InnovATTIVO, piccole imprese con grandi progetti” organizzato da Confartigianato Udine con il sostegno della Cassa di Risparmio del Fvg nell’ambito del progetto B.R.EF. e che, coordinato dal giornalista Renato D’Argenio, si è svolto a Udine.

DIE_4135Nei racconti di Alessandro Liani della Video Systems di Codroipo, di Stefania Barbui del Laboratorio Bs di Raveo, di Luigi Pesle di Evergreen Life Products di San Giovanni al Natisone e di Franco Petrigh di Friul Pallet di Faedis sono emerse chiare le potenzialità di sviluppo e di crescita non solo delle piccole e medie aziende ma anche delle micro imprese. La Video System ha cominciato con 4 dipendenti, ora ne ha una ventina e 13 si dedicano costantemente ai progetti di ricerca e di sviluppo mentre la produzione è affidate a ditte artigiane esterne. Lo stesso vale per il Laboratorio Bs di Raveo e per le altre due aziende artigiane. “Per noi – hanno spiegato – sono stati fondamentali le leggi regionali e i fondi comunitari che hanno finanziato l’innovazione, il sostegno di Confartigianato Udine e l’euro che ci ha consentito di acquistare nel mondo le migliori tecnologie a costi sostenibili, tecnologie che sarebbero state inaccessibili se avessimo ancora la lira”.

“In questi anni ogni euro investito in innovazione nelle aziende artigiane del Fvg ha mobilitato circa 3 euro di investimenti in ricerca aumentando i posti di lavoro nelle aziende coinvolte tra il 15 e il 25% entro i primi due anni. Ma tutti noi, anche la Regione, siamo chiamati a fare di più e meglio, se vogliamo rilanciare lo sviluppo e l’occupazione; occorrono maggiori risorse per ricerca e innovazione, tempi più brevi nell’esame delle domande e procedure più snelle”, hanno detto il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e Daniele Cuciz, delegato all’innovazione per Confartigianato Udine, ringraziando l’assessore Bolzonello per il recente stanziamento di 1 milione di euro, mentre Paolo Comolli, portando i saluti del presidente della Cassa di Risparmio del Fvg, Giuseppe Morandini, ha evidenziato come l’istituto sia da sempre a fianco delle imprese che innovano non solo dal punto di vista finanziario ma anche formativo con progetti quali “Officine Formative”.

Sorprendenti anche i dati resi noti dall’on. Paolo Coppola, presidente del Tavolo per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della presidenza del Consiglio dei Ministri, sulle potenzialità di sviluppo e di crescita occupazionale legate al digitale. “Il ritardo dell’Italia è pazzesco. L’agenda digitale doveva partire nel 2012, ma solo con il Governo Renzi è decollata. Io sono il primo presidente del Tavolo. Abbiamo perso anni preziosi nei quali gli altri Paesi hanno invece corso. L’Italia deve colmare un imbarazzante gap infrastrutturale (la banda larga è ormai superata e si parla di internet ad altissima velocità), ma stiamo lavorando intensamente su questo fronte. In provincia di Trento, dove è stato introdotto internet ad altissima velocità, le aziende più innovative hanno incrementato in pochi mesi il fatturato del 4%. Ma, oltre al ritardo infrastrutturale, dobbiamo colmare anche quello culturale: solo il 40% degli italiani usa Internet ma solo il 5% delle Pmi vende on-line. Nel mondo – ha concluso Coppola – c’è un grande interesse per il made in Italy, ma c’è ancora troppo poco made in Italy on-line”.

Daniele Pez, consulente dello Sportello Innovazione di Confartigianato Udine, che da vicino ha seguito i percorsi di crescita delle aziende, ha parlato delle ricadute positive sul territorio, oltre che occupazionale, ma anche del calo d’interesse registrato nel 2014 (solo 2 i progetti innovativi a fronte dei 25 del 2010), calo dovuto soprattutto alla lentezza con la quale la Regione esamina le domande alcune delle quali rischiano addirittura d’essere archiviate.

Sergio Bolzonello, vicepresidente e assessore alle attività produttive della Regione Fvg, non ha avuto peli sulla lingua. Evidenziato che i ritardi sono la conseguenza degli accordi con la precedente Giunta, ha dato la massima disponibilità a concordare non solo una nuova impostazione con i prossimi progetti comunitari, ma anche a concentrare le risorse sui settori che hanno maggiori possibilità di successo. “L’artigianato – ha detto – non è figlio di un dio minore. E’ un mondo che si sta trasformando, che sta dando risposte importanti in termini di tenuta occupazionale e di crescita e la Regione lo considera strategico per un nuovo sviluppo dell’economia del Fvg che parte proprio dalle imprese artigiane innovative che, come abbiamo visto, sono cresciute negli anni della crisi, raddoppiano fatturato e occupazione”.

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