Incontro a Nova Gorica per una Zona Economica Speciale

24 Febbraio 2021

NOVA GORICA. “Unire le forze per condividere un’idea di futuro che punti sull’alta specializzazione delle nostre aziende e lo sviluppo sostenibile. Abbiamo parlato con il sindaco di Nova Gorica, Klemen Miklavic, dell’idea di sviluppare una Zona Economica Speciale Transfrontaliera che comprenda il territorio del Goriziano italiano e sloveno”. Lo dichiara il consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis, a margine dell’incontro di oggi svoltosi nel municipio di Nova Gorica, alla presenza del sindaco Miklavic, del vicesindaco di Gorizia Stefano Ceretta e del consigliere comunale Andrea Tomasella.

“Visto che la proposta ha trovato massimo interesse e condivisione – spiega Bernardis – il prossimo passo è quello di sottoporla ai corrispettivi più alti livelli istituzionali. Personalmente chiederò al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, di supportare con noi questa nostra proposta di sviluppo. Oltre alla Capitale Europea della Cultura 2025 – continua la nota del Carroccio – o la candidatura della Brda/Collio/Cuei a patrimonio mondiale Unesco e la Zona Logistica Semplificata per le aree portuali e logistiche, il territorio goriziano necessita di una Zona Economica Speciale Transfrontaliera per armonizzare le difficoltà economiche e sociali dovute al confine nelle zone attualmente più svantaggiate.

Lo sviluppo sostenibile – prosegue Bernardis – così come l’economia green e il terziario avanzato nel campo del digitale e della tecnologia saranno gli attori protagonisti. Ecco quindi che ritorna valida la proposta dell’Isonzo/Soča Valley, intesa come un’area transfrontaliera condivisa, dove favorire l’insediamento di queste realtà ad altissima specializzazione e in cui trasferire e mettere in rete competenze d’eccellenza per competere a livello globale. Grazie alla dimensione europea della nostra proposta – conclude Diego Bernardis -, le tantissime difficoltà che il ventesimo secolo ha portato al nostro territorio di confine, con atrocità e sofferenze inimmaginabili, possiamo finalmente consegnarle a una storia condivisa da conservare e non dimenticare per guardare a un futuro transfrontaliero da progettare e costruire assieme”.

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