In bici per la pace

5 Agosto 2013

CORMONS. “Pace in Bici” è il titolo di una pedalata solidale per un mondo libero da armi nucleari che è annunciata per lunedì 5 agosto a Cormons, in Piazza Libertà alle 18.30, con con letture di Renzo Furlano Associazione Culturaglobale e la voce di Gabriella Gabrielli e Border Trio. “Pace in Bici” è una pedalata solidale per un mondo libero da armi nucleari, che ogni anno l’associazione “Beati i Costruttori di Pace” organizza dal 6 al 9 agosto, i giorni di Hiroshima e Nagasaki, insieme agli Amici della bicicletta e con il coordinamento del CRELP – Coordinamento Regionale Enti Locali per la Pace ed i Diritti Umani del FVG.

Lo scopo è sensibilizzare le popolazioni e rafforzare i contatti con Associazioni ed Enti Locali interessati ad impegnarsi per il disarmo, coinvolgendo gli amministratori delle Comunità locali e promuovendo l’adesione alla più grande associazione mondiale di “Sindaci per la pace” (Mayors for Peace), coordinata dal Sindaco di Hiroshima. Quest’anno, per la sua quinta edizione, la pedalata partirà dai territori isontini, con due eventi a cui tutti gli Amministratori, le Associazioni e i cittadini sono invitati a partecipare.

Da Cormòns, dove viene coltivata la Vigna del Mondo, costituita da un centinaio di vitigni provenienti da ogni Paese e che produce il Vino della Pace, simbolo di fratellanza umana, parte la settimana di Pace in bici 2013. Alle 18.30 di lunedì 5 agosto, in Piazza Libertà, verrà dato il beneaugurante saluto all’iniziativa con l’evento “Seminare tolleranza, raccogliere Pace. Dalla fionda agli F-35” con letture di Renzo Furlano dell’Associazione Culturaglobale, musiche di Border Trio e la voce di Gabriella Gabrielli.

Martedì 6 agosto, anniversario della bomba su Hiroshima, la pedalata proseguirà alla volta del colle di Medea, dov’è arroccata l’Ara Pacis Mundi, monumento che raccoglie le terre di tutti i cimiteri di guerra del mondo e le acque dei mari protagonisti di tragici conflitti, che esprime l’ideale della fratellanza e della umana solidarietà al di sopra di ogni odio, nazione e religione. In questo luogo alle 8 si terrà l’evento di commemorazione del lancio della bomba su Hiroshima, con interventi, e letture sul tema della pace. Per l’occasione Alessandro Simonetto ha composto un interludio per violino “Ara Pacis Mundi Medea for peace”, che rimarrà motivo musicale dell’Ara Pacis.

All’evento è stata invitata la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, e tutti gli Amministatori sono invitati con la fascia tricolore. Al termine il gruppo di pedalatori partirà con destinazione Pordenone, dove alle 20.30 avrà luogo l’incontro pubblico “Non adeguare le atomiche: eliminarle!”, sul ruolo dei cittadini e degli Enti Locali nelle scelte in tema di disarmo e pace. Interverranno la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo, Andrea Bellavite e Lisa Clark.

Il percorso si chiude come ogni anno con un evento di commemorazione del lancio della bomba su Nagasaki il 9 agosto ad Aviano, dove ancora oggi sono in deposito alcune atomiche. Tutti i Sindaci, gli Amministratori, le Associazioni ed i Cittadini sono invitati a partecipare alla cerimonia che avrà inizio alle 10.30 davanti alla Base Usaf, dove gli Enti Locali sono invitati a portare i propri gonfaloni. Al termine della cerimonia verrà consegnata ai presenti una pergamena con la Dichiarazione di Pace.

Attraverso “Pace in Bici” – si legge nel comunicato –  vogliamo costruire un movimento che costringa gli Stati a bandire le atomiche da tutto il pianeta, attraverso la ratifica di una Convenzione delle Nazioni Unite che ne proibisca la costruzione e il possesso, come si è fatto già per le armi biologiche e chimiche, per le mine antiuomo e le bombe a grappolo. Sono considerate da tutti residui della Guerra Fredda, ma ciascuna di esse ha una potenza molte volte superiore a quelle che distrussero le città giapponesi 68 anni fa. Invece che procedere al loro smantellamento, adesso si sta pensando addirittura di ammodernarle, per far sì che possano essere caricate sugli F35 in costruzione. Il nostro appello sarà: Non ammodernarle, ma eliminarle.

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