Imprenditori afghani visitano il Friuli

13 Ottobre 2015
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Udine 12 Ottobre 2015. Incontro con delegazione dell’ Afghanistan e Workshop. © Petrussi Foto Press

UDINE – Un business che nasce dalla solidarietà della brigata alpina Julia e della generosità di 4 maestri artigiani di Confartigianato Udine che hanno insegnato ad Herat a 44 donne e uomini afghani i primi rudimenti di un mestiere, quello che potrebbe svilupparsi nei prossimi giorni in Friuli con la visita di una delegazione di 16 imprenditori afghani associati all’Unione industriali di Herat guidata dal presidente Abdul Wodud Faiz Zada, che è anche vice presidente della Camera di commercio di Herat.

La visita è cominciata oggi nella sala Valduga della Camera di commercio (all’interno dei consolidati percorsi che la Camera propone alle imprese, sia accogliendo delegazioni in città sia accompagnando le imprese all’estero) e si concluderà il 16 ottobre. A porgere il benvenuto agli ospiti, oltre al membro di giunta camerale Rosanna Clocchiatti, il prof. Marco Sortino dell’Università di Udine, il sindaco di Udine Furio Honsell e la presidente della Giunta regionale Debora Serracchiani che hanno ringraziato il generale Michele Risi, comandante della Brigata Alpina Julia, e il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti, per aver creato le condizioni per questo incontro che si auspica “diventi un solido rapporto fra Udine (e il Friuli) e Herat (e l’Afghanistan)”.

Udine 12 Ottobre 2015. Incontro con delegazione dell' Afghanistan e Workshop. © Petrussi Foto Press

Udine 12 Ottobre 2015. Incontro con delegazione dell’ Afghanistan e Workshop. © Petrussi Foto Press

La presidente Serracchiani, porgendo il benvenuto, ha inoltre evidenziato che il Fvg, essendo una regione a statuto speciale, può sottoscrivere accordi internazionali sia per favorire l’interscambio economico e commerciale ma anche per dare un contributo nel settore della formazione nel quale il Fvg vanta importanti eccellenze.

“In questi giorni a Udine e in Friuli, così come nei mesi scorsi ad Herat – ha detto il generale Risi che ha ricordato l’esperienza ad Herat della Brigata e dei 4 maestri artigiani – lavoriamo per facilitare la pacificazione di quelle terre anche attraverso la collaborazione economica e l’interscambio commerciale”.

Il presidente dell’Unione industriali di Herat, Abdul Wodud Faiz Zada, ricordato il sacrificio dei 54 soldati italiani che hanno perso la vita per portare la pace in quelle terre, ha ricordato come, da 15 anni a questa parte, e cioè da quando è cominciato l’intervento della Nato della quale l’Italia fa parte, ci sia stato un risveglio dell’economia almeno nella parte dell’Afghanistan pacificata. “Nel polo industriale di Herat, nonostante alcuni problemi di sicurezza – ha spiegato – sono attive 250 imprese che assicurano il 70% dei prodotti alle regione ovest dell’Afghanistan. In tutta la provincia di Herat sono attivi 8.000 imprenditori di cui 4.000 artigiani”. Come a dire che una parte del Paese non è rimasta al palo, ha reagito, ha dimostrato ed ha voglia di ricostruire città e villaggi e ha voglia di crescere, anche grazie alla collaborazione delle imprese friulane. “Speriamo – ha concluso – che i semi piantati anche oggi diventino presto buona frutta” .

Sono molti i settori rappresentati dalla delegazione di imprenditori afghani e si va dalla meccanica ed elettronica (industria della stampa, agroindustriale) al food and beverage (produzione e commercializzazione di pasta, bevande non alcoliche e frutta secca), dall’energia e sostenibilità (impiantistica, installatori di impianti di carburanti e gas, distribuzione gas ed elettricità) all’arredo e design (tessuti per arredamento d’interni, estrazione e lavorazione marmo, piastrelle e sanitari, arredamento d’interno, edilizia) ai servizi alla persona (moda e cosmetica).

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