Il rapporto di Legambiente sui quattro capoluoghi Fvg

9 Novembre 2020

Legambiente Fvg ha presentato, nel corso di una conferenza stampa online, il 27° rapporto Ecosistema Urbano, ponendo in particolare l’accento sulle prestazioni ambientali dei quattro capoluoghi di provincia regionali in termini sia di fattori di pressione e qualità delle componenti ambientali che di capacità di risposta e di gestione da parte delle amministrazioni comunali, con particolare attenzione verso le azioni e le proposte al tema della qualità dell’aria, della mobilità e dell’ambiente urbano.

Non essendo possibile pubblicarlo integralmente, proponiamo un breve estratto. ”La qualità dell’aria dei quattro capoluoghi presenta una alternanza di situazioni, a fronte di leggeri miglioramenti per il biossido di azoto e l’ozono si registra un innalzamento dei livelli di polveri sottili che inverte la situazione rispetto all’anno precedente. I consumi idrici nei 4 capoluoghi di provincia (per Trieste il dato è quello del 2018) dopo aver subito una riduzione importante nel periodo 2004 – 2008, si sono pressoché stabilizzati negli ultimi 5 anni; anche il 2019 conferma una leggera flessione dei consumi rispetto al 2018. Il valore medio regionale (159,5 l/giorno pro capite) pur abbassandosi di circa l’1,5% rispetto al 2018 (e del 4,8% rispetto al 2017) resta superiore al valore medio italiano, pari a 148 l/giorno pro capite, di circa l’8%. Trieste (dato 2018) è il capoluogo con minor consumo con 140 lt/ab/gg, Udine si conferma al primo posto in Regione con un valore di 174,1 litri per abitante giorno.

La dispersione della rete (ovvero la differenza tra l’acqua immessa e quella consumata) presenta, nella media, una situazione migliore rispetto alla media nazionale dei capoluoghi di provincia (10 punti % in meno). Il capoluogo più virtuoso si conferma Pordenone che migliora il dato del 2018 e si colloca tra le 6 città italiane che riescono a contenere le perdite entro il 15%. Gorizia peggiora il dato 2018 con un più 7,7% di perdite. Trieste (dato 2018) mantiene il primato delle perdite di rete in Regione con un valore del 40,7%.

La capacità di depurazione ovvero la percentuale di popolazione servita da rete fognaria delle acque reflue urbane (dati Istat) vede Gorizia, Udine e Trieste sopra il 90%, mentre Pordenone conferma l’incremento sostanziale fatto registrare nel 2017 (dal 62% del 2016 al 76% del 2017), ma rientra tra le 11 città che non raggiungono l’80%.

La produzione pro capite di rifiuti urbani continua a crescere in tutti i capoluoghi, con una produzione annua che va dai 479 kg/ab/anno di Trieste (dato 2018) fino ai quasi 600 kg/abitante di Udine, innalzando (più 2% circa) la media regionale a 517 kg/ab/anno (nel 2018 era pari a 507 kg/abitante) a fronte di una media nazionale di 530 kg pro capite. Aumenta ancora di più la forbice tra i dati regionali e il valore obiettivo simbolico stabilito nel rapporto di 1 kg al giorno per abitante (pari a 365 kg/abitante). In leggera crescita la percentuale della raccolta differenziata che raggiunge un valore medio di 64,25% poco distante dall’obiettivo di legge del 65% fissato per il 2012, ma con sostanziali differenze tra le quattro città. Pordenone si conferma un’eccellenza a livello nazionale, è seconda assoluta con l’86,1% (dietro solo a Ferrara). Udine migliora il dato del 2018 superando la soglia del 66%; Gorizia invece cala leggermente (meno 1,8%) non riuscendo ancora a raggiungere l’obiettivo del 65%. Per Trieste il dato non è stato aggiornato e il 41% si riferisce al 2018”.

Al seguente link il rapporto completo di Legambiente: https://www.legambiente.it/ecosistema-urbano/

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