Il Presidente sloveno Pahor in visita a Santa Croce (Trieste)

10 Luglio 2021

Da sinistra, la sindaca di Sgonico Monika Hrovatin, il presidente del Museo della pesca del Litorale triestino Franco Cossutta, la senatrice Tatjana Rojc, il presidente Borut Pahor, la sindaca di Duino Aurisina Daniela Palotta, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l’assessore comunale alla Cultura di Trieste Giorgio Rossi

TRIESTE. “Il lavoro del presidente Pahor ha contribuito affinché il 13 luglio 2020 segnasse un cambio di passo in un percorso di amicizia e collaborazione tra due comunità, due nazioni, due Paesi, che tutti dobbiamo impegnarci a consolidare. Con il presidente Mattarella avete posto Trieste al centro, e oggi il segno più tangibile di quell’evento straordinario di un anno fa, risulta essere il passaggio di proprietà dell’edificio del Narodni dom, che dopo un faticoso iter burocratico, dovrebbe essere alle battute finali”. Lo ha detto la senatrice Tatjana Rojc, esponente della comunità slovena in Italia, nel suo indirizzo di saluto al presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor, in visita alla località di Santa Croce (Trieste) nel trentennale dell’indipendenza slovena.

La senatrice ha ricordato che “le celebrazioni si intrecciano con una profonda crisi che ha scosso tutto il mondo occidentale e oltre. Non eravamo preparati a questa esperienza e in molti abbiamo coltivato la speranza che questa prova così devastante potesse contribuire a ritrovare un legame profondo con le priorità che definiscono i nostri valori.
Siamo una comunità che si riconosce nell’ampio respiro spirituale e nel pensiero plurale. Spero – ha concluso Rojc – che saremo in grado di mantenere questa apertura nei confronti delle diverse realtà che ci circondano”.

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