Il Motoclub Morena dona a Udine un defibrillatore

20 Novembre 2021

UDINE. Una nuova postazione per un defibrillatore in città. Questa mattina in sala Ajace, a Palazzo d’Aronco, si è svolta la cerimonia di consegna di un defibrillatore automatico esterno, donato alla comunità di Udine dall’associazione dilettantistica “Motoclub Morena”. L’apparecchio salvavita è stato consegnato al sindaco Pietro Fontanini e sarà collocato in prossimità dell’infopoint di PromoTurismoFvg in piazza Primo Maggio. Oltre al sindaco, alla cerimonia erano presenti il vicesindaco Loris Michelini, il dottor Elio Carchietti (medico-chirurgo specialista in anestesia e rianimazione, che si è distinto per il suo lavoro in Terapia intensiva al Pronto soccorso e poi al 118 alla direzione dell’elisoccorso regionale), il vice prefetto Sandra Cavalieri e il consigliere regionale Mauro Di Bert. In questa occasione il motoclub udinese ha deciso di ufficializzare anche la data della quarta edizione del motoraduno nazionale “Città di Udine” che si terrà dal 24 al 26 giugno 2022.

Le parole di ringraziamento del sindaco Pietro Fontanini: “Questa iniziativa vi qualifica e vi fa onore. Desidero ringraziare, a nome della città di Udine e di tutto il popolo friulano, il Motoclub Morena e tutti i suoi iscritti per il dono di questo strumento salvavita che dimostra non solo il radicamento di questa realtà associativa nella nostra comunità, ma anche lo spirito di solidarietà e l’attenzione alla tutela del più debole che da sempre la caratterizza. Non posso che ringraziarvi per il lavoro che state facendo nel far conoscere il nostro territorio agli appassionati delle due ruote in Italia e all’estero. Mi auguro che il motoraduno nazionale “Città di Udine”, giunto alla sua quarta edizione, cresca di anno in anno coinvolgendo sempre più persone”.

“Nella prima edizione della tre giorni centinaia di motociclisti provenienti da tutto lo Stivale hanno girato tra meravigliose località della nostra regione e lungo bellissimi percorsi turistici, manifestando entusiasmo e gratitudine – ha ricordato Sergio Ammirati, presidente del Motoclub Morena, durante la cerimonia -. Grazie alla disponibilità e alla collaborazione di diversi sindaci è stato possibile far conoscere città quali Cividale, Palmanova, Aquileia, Grado e molte altre realtà. Il dono di questo defibrillatore vuole arricchire la rete salvavita presente sul territorio. A nome di tutti gli iscritti oggi siamo qui per testimoniare, con un piccolo ma tangibile segno, la nostra riconoscenza alla città e alla sua amministrazione per l’ospitalità, la collaborazione e la vicinanza dimostrate in occasione delle tre passate edizioni del raduno nazionale. Siamo certi che continuerete a sostenerci anche nella prossima edizione, in programma dal 24 al 26 giugno 2022, e in quelle che seguiranno. Ci auguriamo che il nostro motoraduno nazionale possa diventare una manifestazione di valenza europea, che richiami sempre più la partecipazione dei nostri “vicini di casa”: Germania, Austria, Slovenia e Croazia”.

“Grazie all’enorme lavoro che portate avanti con costanza e in collaborazione assieme al Comune di Udine, testimoniato dai numerosi patrocini concessi dall’amministrazione – ha aggiunto il vicesindaco Loris Michelini -. Piazza Primo Maggio è un punto centrale e nevralgico per l’installazione di questo strumento dove transitano non solo automobilisti e motociclisti, ma anche pedoni e ciclisti di ogni età. Il senso della sanità pubblica e l’oggetto che viene donato rispecchiano la volontà intrinseca dell’associazione, un gesto particolarmente importante in un momento come quello che stiamo vivendo e in cui la salute collettiva deve essere preservata”.

La valenza sociale ed etica dell’iniziativa è stata sottolineata dall’intervento del dottor Elio Carchietti: “L’invito a partecipare a questa cerimonia non solo mi onora, ma mi regala un po’ di quell’entusiasmo che per tanti anni ha riempito la mia vita: quarant’anni di emergenza non trascorsi invano, anche se il tempo sembra aver annebbiato la storia. Grazie presidente, grazie amici amanti del vento e del rombo dell’aria, oggi regalate alla comunità un oggetto prezioso. Non è un totem, uno spirito protettivo, né un oggetto misterioso e magico, ma uno strumento di emergenza la cui disponibilità, in molti casi è indispensabile”.

Carchietti ha illustrato l’importanza di investire in formazione e sicurezza e di soccorrere una persona in arresto cardiocircolatorio con l’uso del defibrillatore semiautomatico: “Il cuore è un muscolo che funzione come una macchina azionata da una rete elettromeccanica – ha spiegato -: ha un centro propulsore che manda impulsi ordinatamente e un sistema di trasmissione che riceve e diffonde, ordinatamente. Può accadere che qualche volta, questa disciplina funzionale subisca dei danni, delle alterazioni e improvvisamente il sistema salta. La macchina si ferma. È necessario rimetterla subito in moto, ma prima bisogna resettarla. E in pochi minuti. Meno minuti passano, più c’è speranza di vita. E per fare questo occorre un defibrillatore. Ma non solo. Occorre rianimare. Subito svuotando il cuore che quando si ferma tende a riempirsi di sangue e a ostacolare l’azione del defibrillatore. L’utilità del defibrillatore si riduce se non si inizia subito a massaggiare il cuore per svuotarlo del sangue che si raccoglie nelle sue cavità. E poi non basta, occorre continuare. E a questo ci pensano quelli che una volta erano i miei medici, gli infermieri, i soccorritori del 118: quelli che chiamavo i miei ragazzi; disponibili a lavorare tante ore in più del dovuto per formare il maggior numero di persone alla prima rianimazione dell’arresto cardiaco. Ricordo le nostre prime esperienze: nelle fabbriche, nei comuni, nelle caserme delle Forze dell’ordine, nelle autostrade e all’aeroporto. Sono sicuro che se il tempo potesse parlare, se potessero parlare i miei ragazzi, vi ringrazierebbero molto meglio di quanto possa fare io, che comunque vi abbraccio, uno per uno, con un po’ di commozione”.

Il Motoclub Morena, Associazione motociclistica senza finalità di lucro, nasce nel lontano 1977 da un’idea di Giuliano Gemo, e sin dall’inizio rivolge particolare attenzione al sociale adoperandosi nel raccogliere piccoli gruppi sparsi di motociclisti per dotarli di adeguati strumenti normativi (atto costitutivo, regolamento ed altro), ma anche per ricercare talenti e favorirne il loro percorso in ambito sportivo. Molti sono i campioni transitati per il sodalizio, uno su tutti Edi Orioli. Nel corso degli anni il motoclub, pur continuando nella sua opera in campo sportivo, ha via via rivolto l’attenzione alla scoperta della natura e del territorio regionale sposando esigenza e opportunità di utilizzare la moto come strumento privilegiato per muoversi alla scoperta del Friuli Venezia Giulia. Così nel 2019 nasce l’idea di portare a Udine un raduno nazionale di motociclisti e prende vita la prima edizione del “Città di Udine” che raccoglie largo consenso e adesioni.

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